NON ATTACCAMENTO,NEUTRALITA' E SURF
E' difficile.
E' molto difficile non attaccarsi, soprattutto se il pensiero di base è "se non sono attaccato alle cose le perdo", la paura di abbandonare o di essere abbandonati da ciò a cui teniamo, e quando poi succede che perdiamo quella cosa, o soprattutto una persona, o che questa si allontana da noi, ci si sente morire, ci si sente impotenti, cadere in un baratro senza fine. Gran parte di noi abbiamo provato queste sensazioni, chi più chi meno, e con il tempo abbiamo imparato a dominare questa sensazione. Dominare una sensazione, non è consapevolizzare. C'è chi anestetizza le emozioni, in modo tale da non avvertire i colpi di queste dinamiche; c'è chi diventa cinico, osservando la vita con un pessimismo e un'amarezza nelle parole e una violenza viscerale votata alla distruzione e/o all'auto distruzione; chi diventa maniaco del controllo; chi diventa accondiscendete per non perdere le persone che ama, covando con il tempo una rabbia verso sé stesso; e chi fa minacce morali, ognuno adotta strategie di sopravvivenza atte a sopportare la cadudicità delle cose e della vita. Quando si dice "la vita è un'illusione" aldilà di ogni paradigma religioso o filosofico, è che si ha l'illusione che qualcosa possa realmente appartenerti, o che possa essere "tuo". Neanche la vita è tua, poiché a parte il suicidio, e dico per assurdo e dopo spiego perché, non sai quando lascerai questo piano, un giorno contro ogni tuo preavviso e controllo, lascerai questo piano che tu voglia o no.
Allora in questi casi abbiamo due reazioni a questa verità, uno può essere avvertito come abbattimento con tutte le sue possibili sfumature, o il menefreghismo con tutte le sue sfumature.
I manipolatori utilizzano questa realtà per plagiare le menti e le emozioni di chi vive questo varco di transizione; poiché è vero che noi non abbiamo il controllo di nulla, questo non vuol dire che non siamo i custodi di quello che abbiamo.
Custodire qualcosa non è possedere qualcosa. Infatti il custode amministra ciò che gli viene dato in custodia, se ne prende cura fa in modo che frutti, che cresca che trovi la sua strada e che si espanda. Il custode è responsabile di ciò che ha una volta che si è preso l'impegno di custodirlo; quindi non bisogna travisare il termine non attaccamento con menefreghismo. Infatti mi viene in mente la parabola dei talenti la quale racconta di tre "servi" che oggi chiamerò custodi a cui erano stati affidati dei Talenti da un Uomo, che in questo caso chiameremo Vita (Il talento in greco Tàlanton vuol dire somma, unità di misura, o anche piatto della bilancia). La vita ha assegnato a questi tre custodi dei talenti: a chi 5, a chi tre e a chi uno solo. Dopo molto tempo ritornarono e riconsegnarono il talento con il suo "frutto": a chi ne ha avuto cinque ne portò altri cinque, a chi ne ha avuto tre ne portò altri tre, a chi uno solo ne portò solo uno.
Quest'ultimo per paura di perderlo lo nascose. Qui la Vita toglie a chi non ha e distribuisce a chi ha. L'ultimo custode si era attaccato a ciò che aveva non facendolo fruttare, da semplice custode si era trasformato in Padrone, ed è per questo che gli fu tolto ciò che aveva, l'analogia di questa bella storia è che per far fruttare bisogna dare e rischiare di poter perdere, l'amore che abbiamo dato, i soldi che abbiamo investito, il tempo che abbiamo condiviso, poiché in principio già non è "nostro" , ma noi ne siamo i custodi per fare in modo che tutti ne beneficiano non solo noi. Al contrario, il ristoratore apre un ristorante affinché le persone beneficiano della sua cucina; il poeta scrive affinché qualcun altro le legga e le dedichi alla persona che ama; il pittore dipinge affinché altri ne godono la bellezza; il fumettista racconta le sue storie affinché altri ne godono. Ma attenzione, Talento vuol dire anche -piatto della bilancia- tutto deve essere dato con giustizia, senza sopravalutare o sminuire ciò che si ha, aldilà del valore affettivo. Ciò che è, è solo ciò che è , siamo noi che poniamo giudizi a riguardo; in tale modo, ciò che accade è solo ciò che accade, non accade solo a noi ma a tutti i coinvolti.
Quindi abbiamo appurato che -non attaccamento- o se vogliamo, in termini ermetici si chiama -neutralità- .
Il concetto di Neutralità è lo stesso approccio che ha uno scienziato d'innanzi al suo lavoro, è coinvolto emotivamente ma non travolto dalle emozioni, osserva ciò che accade, come accade e perché accade, agisce in piccole dosi, ma la sua vera forza è nella pazienza. Quando la neutralità è scossa, comincia uno stato di interesse e travolgimento dello stato voluto e qualunque cosa cerchi di fare, il troppo desiderio di ottenere qualcosa allontana l'obiettivo.
Forzare gli eventi esteriormente allenta solo la manifestazione. Solo quando si ha l'innocenza di un bambino si cavalcherà il magma bollente del desiderio, si può osservare un miracolo animico.
Un altro significato del non attaccamento e della neutralità la gratitudine di ciò che si amministra, e più impariamo ad amministrare il poco con il tempo ci viene dato la possibilità di amministrare il molto, se lo vogliamo. Se non abbiamo nulla di esteriore da amministrare, abbiamo l'interiorità da amministrare, la distribuzione delle forze, dei nostri talenti interiori e darci da fare affinché possiamo far fruttare i nostri talenti. La numerologia può essere d'aiuto in questo, può essere d'aiuto per indagare in se stessi e comprendere quali sono i nostri talenti, le nostre lezioni da imparare e in che modo. facciamo un esempio molto stretto dei talenti:
1-forza, audacia, pioniere.
2- collaborazione, condivisione, supporto.
3-espressività artistica, comunicazione, creare reti di collegamento.
4-costruttività, pianificazione, gestione, coordinazione.
5-ricerca, ecletticità, viaggio, ricerca di risorse.
6- prendersi cura di cose e persone, genitorialità, tutoraggio, amore verso il prossimo.
7- analisi, precisione, ingegno, introspezione accurata, amore per le scienze, discernimento.
8- amministrazione, insegnamento, comando, impegno, analisi psicologica, giustizia.
9- filantropia, impegno politico e spirituale, discernimento e caos, immaginazione.
Questi sono alcuni dei talenti di ogni archetipo, fermo restando che ci sono anche le lezioni da ogni talento. Ogni persona di archetipi ne possiede almeno 10 in toto, dove la gran parte non è riconosciuta o svalutata e che non riesce a farla fruttare in questo momento storico, allora si sa che bisogna investire su di sé.
Ritornando al non attaccamento ciò che ci assilla è il tentativo di controllare il flusso della vita. Voglio raccontare questo aneddoto che mi è successo. Tempo fa, in una fase di forti rivoluzioni nella mia vita, sia sentimentalmente, sia lavorativamente, rivoluzioni di obiettivi e risorse, anche a vere una casa era diventata una difficoltà, mi sentivo come una piuma al vento cercando di controllare gli eventi, rendendomi conto che più cercavo di controllare e mi sentivo sballottato, in difficoltà, sobbalzato, più lo consideravo come un evento negativo per me più ,l'emozione s'ingarbugliava in pensieri senza via d'uscita, perché per la mente non ci sono vie d'uscita e io mi trovavo in un limbo e più mi tenevo appeso a quella corda, e più quella corda mi strozzava, solo quando ho lasciato la corda e mi sono lasciato cadere, ho potuto costatare che il vento mi sosteneva nel viaggio e io surfavo sul vento, rendendomi conto che il vento era una forza che io non potevo controllare con la mente, ma solo affidarmi con lo spirito, perché in altri termini anche il vento era parte di me, come se io e il vento eravamo una sola cosa. E mi resi conto che non era una cosa che capitava a me, ma capitava anche a me, grazie a quel periodo ho potuto riassaporare il rapporto con mia madre, che non vedevo da tempo, riallacciare il rapporto con la mia famiglia e con amici che non vedevo da tempo, lasciandomi trasportare dal vento mi ristabilii sentimentalmente e lavorativamente, semplicemente non controllando, ma surfando verso il nuovo, l'inconoscibile, il misterioso gioco della vita.
Per concludere spiego perché il suicidio non è una vera scelta di libero arbitrio e di possesso. Perché il suicidio è una risposta che altri controllano, ci si fa controllare da eventi esterni; la fine di un amore, la perdita di un lavoro, o qualunque altro evento per quanto difficoltoso e triste che possiamo vivere, abbiamo sempre la possibilità di ricominciare, da un'altra prospettiva, da un altro punto della nostra storia. La piuma che siamo, sono le nostre ali, e per quanto possa essere smielato questo, è la realtà, l'uomo ha le ali, e le ali nostre sono i nostri talenti che trasformano ogni distruzione in un'opportunità di ricostruzione attraverso la nostra immaginazione.

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