Henosis* - Introduzione

 

Fate un esercizio di immaginazione e visualizzate un diamante che ha innumerevoli facce, tante che, nel vederlo in lontananza, la superficie sembra liscia, fino a prendere la forma di una sfera.

L’immagine non è originale, ma è intuitiva e mette in relazione tutti gli aspetti dell’Essere è,  in fondo, ciò che l’uomo, in tutti gli aspetti del suo pensiero, ha sempre cercato di scoprire: La Verità.

-“Quid est veritas?”- Chiede Ponzio Pilato a Cristo. Con il suo silenzio Jeshua  pare dire a Pilato, che non si può parlare della verità, la verità si presenta sotto forma di Principio dell’Essere nell'immediata presenza dell’esistere stesso. 

Quando vediamo l’uomo nella sua interezza lo vediamo in tutta la sua verità, l’insieme delle parti che lo compongono si uniscono in un’unica e sola verità.

Dalla nascita della Coscienza dell’uomo e la sua conseguente Ragione si è posto delle domande, ed è proprio questa capacità che fa della filosofia l’elemento naturale essenziale dell’essere umano.

Con la nascita del pensiero filosofico l’uomo ha indagato la sua natura, il mondo che lo circonda e il significato del suo destino con una modalità d’indagine poetica e analogica, come il mito.

Il dramma dell’uomo è quello di essere soggetto e oggetto della sua ricerca, egli vive in una dualità epistemologica, al centro tra il mondo materiale e il mondo spirituale.

 

Sappiamo che i due mondi sono solo una differenza di stato vibrazionale,  che il principio base di tutto ciò che esiste è l’Energia, ma la nostra percezione del mondo ci porta a constatare l’esistenza di un mondo invisibile fatto di onde ed energie e un mondo materiale tangibile. Quando camminiamo per strada, o siamo appoggiati al nostro tavolo non badiamo mai al fatto che camminiamo o siamo appoggiati su un campo energetico. Se fossimo in grado di percepire visivamente, tattilmente e uditivamente le onde elettromagnetiche che ci passano attraverso, come reagiremmo? Oppure se fossimo in grado di vedere le energie che circondano l’uomo o emanate dall'uomo, come l’aura e potessimo vedere effettivamente il suo colore e suo conseguente cangiamento in base agli umori, al flusso di pensieri che attraversano la sua mente, come ci comporteremmo l’un l’altro? Nei testi di Swedenborg, l’autore dice che gli esseri spirituali non hanno la parola poiché le intenzioni dell’altro sono totalmente nudi e comunicano attraverso informazioni sottili. Se fossimo capaci di vedere il mondo in questo modo, quale sarebbe la nostra risposta? Invece da quando riusciamo a ricordare abbiamo esperienza diretta con il piano materiale. Da bambini siamo ancora collegati al mondo invisibile attraverso l’immaginazione e il gioco, ma con l’avanzare dell’età il mondo materiale prende sempre più spazio nella nostra esistenza.  Le sue regole diventano le uniche regole, si tenta a credere che sia l’unica verità e con questa il massivo sviluppo della conoscenza tecnica. La nostra specie si è sempre più concentrato sull’ottenimento di tecniche che hanno scopi finalizzati allo sfruttamento delle risorse e all’accumulo del potere, i potenti modellano il mondo a loro piacimento senza considerare o porsi domande sulla giustezza delle loro intenzioni e concentrandosi solo sulle possibilità tecniche di tale realizzazione.

Abbiamo spinto il Sapere verso una sua involuzione, schiantandolo verso le basse vibrazioni, il profitto ha lentamente preso il sopravvento sull’Essere e la conoscenza che dovrebbe essere libera e divenuta serva e schiava del profitto, gerarchicamente, ha prevaricato sullo spirito rovesciando, così, il paradigma Originale:

Essere Supremo, Uomo, Natura.

Lo studio di questa Grande Triade è la relazione cruciale all’interno della Tradizione. Questo paradigma, tutt'altro che nuovo, pone l’Uomo come l’equazione cruciale della sua esistenza e del suo senso sulla terra e come intermediario tra Natura e Essere Supremo. L’errore fondamentale è stato quello di dividere questa grande Triade in tre oggetti di studio differenziati, dividendo intrinsecamente l’unità e così è stato fatto per l’Uomo e la Natura frammentandoli in tanti piccoli pezzi che ora sembra impossibile ricollegare il tutto. lo studio tecnico della medicina e delle altre scienze hanno fatto dei passi da gigante tecnicamente parlando e sono diventati un sapere a se stante non più guidata da una visione d’insieme. La filosofia dovrebbe porsi come mare al quale tutti le conoscenze giungono come rivoli. La filosofia dovrebbe porsi come spirito alle scienze, in modo da ricomporre il Sapere in modo tale che, il progresso scientifico sia accompagnato anche da un progresso umano e spirituale dell’uomo. Lo scopo della filosofia è quello di raggiungere la suprema conoscenza attraverso l’esercizio del confronto laico e la conoscenza fine a se stessa della visione intellettuale dell’Unità Originale. In questo modo l’Essere Supremo non diventa “materia” di studio delle religioni, ma diviene quella stessa Energia che pervade tutte le cose e che esiste da sempre.

_______________________________________________________________________

Henosis: Il termine vuol dire unione, unicità. L'enosi è la pratica che deve condurre verso l'unificazione con l'intelligenza Prima o unione con Dio, oppure vista anche come riconciliazione o reintegrazione degli esseri molto cara al martinismo. L'enosi può essere praticata tramite la contemplazione (meditazione) come descrive Plotino o attraverso la pratica teurgica come viene descritta in Giamblico.


 

Commenti

Post popolari in questo blog

IL GRANDE CERCHIO E L'ARCHETIPO DEL PADRE

Corso di Numerologia Pitagorica