LA FEDE, LA SCIENZA, LA RAGIONE
TRITTICO DILOGATO.
Illustrazione di: Boris Vallejo
LA SCIENZA
Non mi farete credere mai all'esistenza di Dio
LA FEDE
Voi non avete il privilegio di credere, ma non mi proverete mai che Dio non esista.
LA SCIENZA
Per provarvelo, bisogna prima che sappia che cosa è questo Dio.
LA FEDE
Voi non lo saprete mai. Se voi lo sapeste, potreste insegnarmelo, e quando lo sapessi, non lo crederei più.
LA SCIENZA
Voi credete dunque senza sapere ciò che credete?
LA FEDE
Non giochiamo con le parole. Siete voi che non sapete ciò che credo, e precisamente lo credo, perché voi non lo sapete.
LA SCIENZA
Che ne pensa la ragione?
LA RAGIONE
Penso, mie care istitutrici, che voi potreste realizzare un apologo commovente, quello del paralitico e del cieco. La scienza rimprovera alla fede di non saper camminare sulla terra, e la fede dice che la scienza non vede nulla nel cielo delle aspirazioni e dell'eternità. Invece di querelarsi, la scienza e la fede dovrebbero unirsi.
LA SCIENZA
Questa idea è bella, ma è una utopia. La fede mi dirà delle assurdità, ed io vorrei progredire senza di lei.
LA FEDE
Che cosa intendi per assurdità?
LA SCIENZA
Chiamo assurdità delle proposizioni contrarie alle mie dimostrazioni, come, per esempio, che tre fanno uno, che un Dio s'è fatto uomo, cioè che l'infinito si è fatto finito.
LA FEDE
Non dire altro. Emesse da te, queste proposizioni sono infatti delle assurdità. Sai tu ciò che è il numero in Dio, tu che non conosci Dio? Puoi tu discutere sulle operazioni dell'ignoto, puoi tu comprendere i misteri della carità? Devo essere sempre assurda per te, perché, se tu le comprendessi, le mie affermazioni sarebbero assorbite dai tuoi teoremi, io sarei te, e tu saresti me, per meglio dire, io non esisterei più, e la Ragione, in presenza dell'infinito, s'arresterebbe sempre accecata dai tuoi dubbi altrettanto infiniti quanto lo spazio.
LA SCIENZA
Per lo meno non usurpare la mia autorità, non darmi delle smentite nei miei dominii.
LA FEDE
Non l'ho mai fatto e non posso mai farlo.
LA RAGIONE
Guardatevi bene dal farlo. Io vi sono ad entrambe necessaria. Ed io, che farei senza di voi? Ho bisogno di credere e di sapere per essere giusta. Ma non devo mai confondere ciò che so con quello che credo. Sapere non è più credere, credere non è sapere ancora. L'oggetto della scienza è il cognito, la fede non se ne occupa e lo lascia tutto alla scienza. L'oggetto della fede è l'incognito, la scienza può cercarlo, ma non definirlo; è dunque forzata, almeno provvisoriamente, d'accettare le definizioni della fede che le è impossibile anche di criticare.
Lavora dunque e cerca, o scienza, ma rispetta gli oracoli della fede. Allorché il tuo dubbio lascerà una lacuna nell'insegnamento universale, prometti alla fede di riempirla. Camminate distinte l'una dall'altra, ma appoggiate l'una sull'altra e non vi smarrirete mai.
- Eliphas Levi-
Levi Eliphas:
Pseudonimo di Alphonse Louis Constant (1810-1875), abate passato allo
stato laicale, produttore di numerose opere dedicate alla magia, al
magnetismo, alla divinazione, ecc. Iniziato in Massoneria presso la
Loggia La Rose du Parfait Silence all’obbedienza del Grande Oriente di
Francia, nel suo libro "Il Grande Arcano" comprese una specie di
testamento spirituale, in cui tra l’altro scrisse: "Le religioni morte
non rivivranno mai w, come disse Gesù Cristo, non si mette vino nuovo
nei vasi vecchi … Ma, attraverso tutte le trasformazioni religiose, si
sono conservati i reti segreti della religione universale, ed è nella
ragione e nel valore di questi riti che consiste ancora il grande
segreto della Framassoneria. I simboli massonici, in effetti,
costituiscono nel loro insieme una sintesi religiosa che manca ancora al
sacerdozio cattolico romano. Oggi l’occultismo massonico non esiste più,
e le porte dell’iniziazione sono aperte a due battenti. Tutto è stato
divulgato, tutto è stato scritto: I rituali massonici sono venduti a
chiunque voglia acquistarli. Il Grande Oriente non ha più misteri, o
almeno non ne ha per i profani, più che per gli iniziati. Ma i riti
massonici preoccupano ancora la corte in Roma, perché essa sente quivi
una potenza che le sfugge. Questa potenza è la libertà della coscienza
umana, è la morale essenziale indipendente da ogni culto. È il diritto
di non essere maledetti né votati alla morte eterna, perché si intende
fare a meno del ministero del prete, ministero rispettabile per tutto
quanto ciò che offre senza imposizione, orribile quando se ne abusa".
Sembra paradossale che proprio Levi, campione di volgarizzazione ed
assemblatore di combinazioni pseudo esoteriche disarmanti, ironizzasse
sulla profanazione, peraltro effettiva, della Massoneria francese del
tempo: L’impressione che si ricava dall’insieme delle sue argomentazioni
al riguardo, è che gli sfuggissero completamente i tratti specifici ed
irripetibili dell’iniziazione muratoria, che il Levi avrebbe voluto
infeudata all’occultismo, ovvero (in definitiva) a sé stesso, in quanto
grande sostenitore di quella corrente (v. Papus).
Tra le sue opere ricordiamo: Ediz. Atanor. Il Dogma dell’Alta Magia
(1991), Il rituale dell’Alta Magia (1991), La storia della Magia (1989,
anche Ediz. Mediterranee), La chiave dei grandi Misteri (1990), Chiavi
maggiori e Clavicole di Salomone (1992), Il grande Arcano (1992), Il
Libro degli Splendori (1993), I Misteri della Cabala (1990), Paradossi
della Scienza Suprema (1994), Il rituale magico del "Sanctum Regnum"
(1992)
Tratto da: http://www.fuocosacro.com/pagine/maestri/LEVI.htm

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