Numerologia 1
NUMEROLOGIA DEGLI ARCHETIPI
PREMESSA
Per molti l’idea dell’esoterismo sembra praticamente impossibile. Tutto sta nella differente specie di pensiero.
Possiamo dividere il pensiero in due diverse categorie:
Pensiero logico,
Pensiero Analogico.
La capacità di pensare in modo analogico fa una grande differenza.
Il metodo logico, per quanto utile, è limitatissimo. Per il pensare logico, l’esoterismo è impossibile perché non può essere dimostrato o formulato, mentre per il pensiero analogico vede la natura integrata delle cose.
Nell’esoterismo ci sono parecchi fatti che non possiamo “osservare”, come si fa per il metodo logico, ma soltanto “sentire” attraverso la coscienza interiore in ognuno di noi, solo attraverso l’esperienza dell’anima.
Dobbiamo comprendere la differenza tra il metodo logico e quello analogico e stabilire cosa sia ciascuno di essi.
Il metodo analogico non può essere definito; ma possiamo trovare esempi nella sua applicazione.
Per il metodo analogico e psicologico, le cose hanno un significato interiore.
La seconda cosa è che tutto è collegato, e la separazione è solo un’illusione.
Le cose dipendono una dall’altra.
Mentre il metodo logico prende ogni cosa separatamente.
Sicché il metodo psicologico studia ogni cosa prima da un punto di vista del suo significato interiore, e la seconda scopre la similarità nel dissimile.
La base di questo metodo è la principale differenza dai metodi ordinari è la percezione della relatività della mente.
La comprensione del tipo e del genere di mente usato e la percezione che in uno stato di mente, le cose possono essere comprese in una maniera o in un’altra.
Per la mente logica ogni cosa è certa e unica.
Il metodo psicologico mostra che ogni cosa, ogni conclusione, ogni deduzione è un’immagine mentale ed è meramente il risultato del funzionamento della nostra mente.
Lezione
La numerologia è un’antica scienza esoterica, di cui Pitagora, secondo la tradizione, fu uno dei più illustri ed esperti conoscitori.
Per i pitagorici i numeri sono principi cosmici divini, energie fondamentali, che sono alla base di ogni forma di esistenza. Ogni numero rappresenta un Archetipo, un modello tipico di comportamento, che recita il proprio ruolo all’interno della psiche.
La psicologia junghiana mette in relazione la numerologia con la mitologia. Ciascun numero è un Archetipo, correlato all’altro all’interno di un sistema armonico che Jung chiama inconscio collettivo. Come un orologio, i numeri scandiscono il ritmo della nostra vita e descrivono la relazione tra gli eventi e le cose. Quando la vita sembra priva di senso o monotona, o quando ci sia qualcosa di “sbagliato”, è possibile riconoscere le discrepanze tra gli archetipi presenti e i ruoli che ci siamo imposti. Gli uomini vivono tra due fuochi: il mondo interno degli archetipi e quello esterno degli stereotipi. Quando aderiamo a un ruolo che si rifà a un archetipo attivo in noi, il significato di quel ruolo genera energia.
Nelle religioni antiche politeiste esistevano gli déi, in verità i grandi iniziati ermetici (da cui Pitagora proviene) sapevano benissimo che non vi erano “molti déi” ma esisteva solo l’Uno con tante sfaccettature, ovvero gli archetipi (dal greco arche- modello). Tutti gli déi sono modelli potenziali nella vita dell’uomo, tuttavia alcuni sono attivi e potenziati, altri no. Jung ricorse all’analogia della formazione dei cristalli per spiegare la differenza tra modelli archetipici (universali) e gli archetipi che sono in noi. L’archetipo è come un modello invisibile che determina quale struttura assumerà un cristallo nel formarsi. Una volta che il cristallo si sarà formato concretamente, il modello è analogo a un archetipo attivato. Gli archetipi possono
essere paragonati anche ai semi, la cui crescita dipende dal terreno e dalle condizioni climatiche. Gli archetipi sono modelli fondamentali, alcuni dei quali per natura, sono più forti in certe persone che in altre.
Secondo la cabala, una delle più antiche forme di scienze esoteriche, “YHWH” creò l’universo con tre forme di espressione: con il numero, la lettera e il verbo. (Sefer Yatzirah)
Un certo strato per così dire superficiale dell’inconscio è senza dubbio quello personale; ovvero la punta dell’Iceberg. In verità, l’Iceberg è molto più profondo di quanto si possa immaginare. Esso non deriva da esperienze personali, ma bensì collettive, e che soprattutto è innato.
La scelta di Jung nel considerare questo inconscio collettivo, perché questo inconscio non è di natura individuale ma collettiva, e cioè, al contrario dell’inconscio personale, ha contenuti e comportamenti che si trovano dappertutto e che accomunano tutti gli individui.
L’esistenza psichica si riconosce soltanto dalla presenza di contenuti capaci di divenire coscienti; possiamo perciò parlare di un inconscio solo in quanto siamo in grado di indicarne i contenuti. I contenuti dell’inconscio personale sono principalmente i così detti complessi a tonalità affettiva che costituiscono l’intimità personale della vita psichica. I contenuti invece dell’inconscio collettivo sono i così detti archetipi.
Altra ben nota espressione degli archetipi sono il mito e la favola, ed è per questo motivo che, secoli addietro si raccontavano i racconti mitologici degli déi e le favole, che entravano facilmente nell’immaginario collettivo fino a diventare veri esempi di vita, archetipi appunto. Osserveremo più da vicino questo concetto nel viaggio dell’eroe.
Nel momento in cui si estraggono gli archetipi dai connotati anagrafici del richiedente, essi sono sottoposti a un’elaborazione cosciente e che per conseguenza rappresentano un dato psichico ancora immediato. L’archetipo rappresenta in sostanza un contenuto inconscio che si è trasformato attraverso una presa di coscienza e per il fatto di essere percepito, e ciò proprio nel senso di quella consapevolezza individuale nella quale si manifesta.
Il mito è il sogno sognato dall’umanità intera. L’inconscio non comunica con l’uomo attraverso schemi riconoscibili dalla ragione, ma solo attraverso immagini e sensazioni riconducibili agli archetipi. L’archetipo è la tendenza innata della psiche a produrre certe immagini interiori che producono a loro volta certe situazioni psicologiche tipiche, i miti sono composti da archetipi che rappresentano tipi psicologici.
Essi rappresentano modelli istintivi inscritti nel nostro inconscio già prima della nostra nascita. Come la paura, il coraggio o la gioia. L’archetipo del coraggio è ad esempio l’eroe.
L’eroe è il trasformatore delle situazioni.
L’anima umana oltre ad essere ermafrodita, contiene in sé tutto l’universo archetipico degli opposti.
L’individuo crescendo accetterà solo alcune cose che faranno parte della sua personalità (come ad esempio la forza e il coraggio per gli uomini, la sensibilità e la dolcezza per le donne) tutto ciò che non è in sintonia con la personalità che si va a sviluppare rimane “inconscia nell’individuo” che sperimenterà all’esterno con il sistema della proiezione.
Un vecchio detto di Jung recitava: il pulcino non ha imparato il modo con cui uscirà dal guscio, esso lo possiede a priori.
L’archetipo costituisce il patrimonio attraverso cui l’inconscio attinge per comunicare, e lo fa con il linguaggio dei simboli.
Sogni, fantasie, creazioni mentali, fantasticherie sono gli elementi centrali di questo linguaggio che l’inconscio usa per riportare alla coscienza le pulsioni e i desideri naturali che l’individuo reprime per adattarsi alla società. Solo imparando ad interpretare il significato profondo di questo linguaggio, l’individuo può ritrovare l’equilibrio perduto, l’unità e la completezza psichica.
Spesso nel linguaggio formale sentiamo spesso di due “tipi psicologici” :
Temperamento estroverso,
Temperamento introverso.
Ovviamente l’individuo li possiede entrambi, solo che chi possiede un temperamento estroverso investiga il “la fuori” che se non è consapevole che ciò che è fuori è dentro, tende a idealizzare positivamente o negativamente il mondo escludendosi da esso; chi è tendenzialmente introverso tende a idealizzare sé
stesso positivamente o negativamente escludendo il mondo. Entrambi saranno individui spezzati a metà e non integrati, poiché l’esterno e l’interno è tutt’uno e non è possibile dividere il proiettato dalla proiezione.
La proiezione è la tendenza a sperimentare attraverso l’esterno ciò che non possiamo ancora sperimentare all’interno. Questo spiega il perché delle tendenze psichiche.
La società invoglia e valorizza delle tendenze e a reprimere e opprimere altre. Gli opposti non potranno e non possono essere separati più di una certa misura. Tutto ciò che è negato tende a ripresentarsi come forme distorte (ombre) poiché non è possibile eliminarlo, è stato represso.
Chi guarda nello specchio dell’acqua vede per prima cosa la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l’incontro con sé stesso. Lo specchio non lusinga: mostra fedelmente quel che riflette, e cioè quel volto che non mostriamo mai al mondo, perché lo veliamo per mezzo della persona, la maschera dell’attore. Ma dietro a quella maschera c’è lo specchio che mostra il vero volto. Questa è la prima prova di coraggio da affrontare sulla via interiore, una prova che basta a far desistere, spaventata, la maggioranza degli uomini. Infatti l’incontro con sé stessi è una delle esperienze più difficili, alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo in noi, sul mondo circostante. Chi è in condizione di vedere la propria ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito: ha perlomeno fatto affiorare “l’inconscio personale”
Disegno dimostrativo della tavola pitagorica.
Esplicare i numeri in base alla tavola:
1. Pensiero collegato alla terra, si interessa di materie umanistiche e realtà umane. È il numero dell’invenzione e della letteratura.
2. Pensiero, cuore fecondo attaccato alla terra. Se mancano i piedi per terra, vola come un aquilone. È il numero dell’emozione, del desiderio e immaginazione.
3. Pensiero collegato al sole e al cielo. Creatività, sintesi espressiva libera.
4. Collegato alle attività terrene, organizzatore, attività creativa pratica.
5. Cuore fecondo associato all’industriosità, comunicazione, organizzazione. Legato alla politica, associazioni militari e civili.
6. Testa soleggiata collegata alle attività organizzatrici umane come la legge, il commercio e le iniziative.
7. Ventre collegato all’acqua e al potere. Associato a situazioni come l’agricoltura. Situazione che possono trasformarsi in fango (terra e acqua). Il potere umano applicato alle cose terrene.
8. Il potere del cuore associato all’acqua, il che ha un potere rinforzante e calmante. Associato alle solide imprese commerciali, alla responsabilità e gestione del denaro. Banchieri, trasporti marittimi.
9. Il potere della testa associato all’acqua. È il sole che riscalda le messi che da solo non serve a granché, associato a qualcosa aumenta il suo valore e il su potere.
E’ il numero del denaro e del successo.
IL SIGNIFICATO ESOTERICO DEI NUMERI
UNO: è il primo numero usato per contare e quindi gli è riconosciuto un grande potere, senza di esso non ci sarebbe sistema numerico così come lo conosciamo. Ogni sistema numerico che possiamo immaginare ha il suo punto d’inizio. Spesso è visto come l’origine di tutte le cose e rappresenta la perfezione, l’assoluto e la divinità nelle religioni monoteiste. L’Uno è la sorgente di ciò che esiste, di ciò che è altro dall’Uno: da esso emanano le forme, le dimensioni, i colori, le direzioni, lo spazio, quindi il tempo, dunque la diversità. L’Uno è il punto, la retta, la sfera. Nell’Uno coesiste il Tutto inespresso e indifferenziato dal quale rimarrà necessariamente distinto; in tal senso è pienezza, Completezza, cioè perfezione. In ambito mistico presso molte culture è concepito come punto di attracco per lo spirito dell’uomo Degno, Illuminato, Consapevole che vi si abbandona in un anelito di perfezione nel tentativo di ritornare all’Origine. È un numero maschile, il principio attivo e materiale della creazione. Anche detto motore primo.
DUE: può avere molti significati, rappresentarli, da un lato, associazioni e interazioni con gli altri e , dall’altro polarità differenti e contrapposizione. Nel simboleggiare associazione, il Due implica che i risultati individuali non sono realistici, in quanto solo attraverso la cooperazione e il lavoro di squadra tali risultati
sono perseguiti in modo migliore. Mentre la dualità è richiesta per la formazione della vita della specie viventi che si riproducono in modo sessuato, è anche vista nella sua accezione negativa come contrasto al perfetto e unificante numero Uno. Due rappresenta le polarità distinte quali bene e male, bianco e nero, maschio e femmina, destra e sinistra. Un polo non può esistere senza l’altro; questa idea di complementarietà è meglio rappresentata dal Tao (Yin-Yang). Le polarità possono anche creare conflitto e discordia. Nella valenza positiva, Due può essere considerato femminile, intuitivo e corrisponde all’istinto di protezione. Nella valenza negativa, Due può essere avido, soffocante e frustrante. L’aspetto frustrante è derivato dalla delusione e dall’insoddisfazione dello spirito umano a cui venga sempre negata la prima posizione.
TRE: risolve i contrasti creati dalla polarità del Due, fornendo un risultato di una nuova integrazione e senso di interezza. Il mondo visibile è a tre dimensioni e mente, corpo e spirito insieme formano un essere umano, nella valenza positiva Tre indica sviluppo e apprendimento tramite le esperienze della vita, spesso associato alla buona fortuna e al denaro: può simboleggiare un gruppo di persone che si uniscono per raggiungere uno scopo comune attraverso associazioni sociali o professionali; rappresenta la comunicazione di tutti i tipi, è associato alla fede e alla conoscenza, oltre ad essere il numero degli angeli e di Dio. Il tre comanda l’universo ed è il numero più magico e potente.
QUATTRO: deriva il suo significato da molte fonti. È il primo numero pari non primo, e il tetraedro, la più semplice figura solida, ha quattro facce. Da quest’ultima interpretazione viene quindi associato alla materia e alla terra in particolare, così come la terra è legata ai quattro punti cardinali (Nord, Sud, Ovest, Est). Un altro concetto legato a questo numero riguarda il tempo in quanto l’anno è suddiviso in quattro stagioni, i mesi hanno un periodo di quattro settimane all’incirca e, secondo un punto di vista Cristiano, la vita del Cristo è raccontata da quattro vangeli, ognuno dei quali è, a sua volta legata ai quattro classici elementi alchemici di fuoco, terra, acqua e aria. Più in specifico il Vangelo di Matteo è associato alla terra (in quanto insiste sull’incarnazione del Cristo nella sua forma terrena), il Vangelo di Marco è associato all’acqua (poiché enfatizza l’importanza del battesimo), il Vangelo di Giovanni è associato al fuoco (in quanto è quello più spirituale), mentre il Vangelo di Luca è associato all’aria (in quanto il più lungo). Nella religione ebraica il Quattro simboleggia il tetragramma biblico, cioè le quattro lettere che compongono il nome di Dio e che sono tanto sacre da non poter essere pronunciate da nessuno. Nella numerologia cinese (così come nelle lingue orientali) la parola quattro è un omonima alla parola Morte e quindi viene considerato un numero “sfortunato”. Nella sua valenza positiva il Quattro rappresenta l’essere pratico, mentre il fatto che sia il primo numero pari non primo lo lega a una personalità composita che trae idee da fonti diverse e spesso in conflitto per elaborare un fiero modo di pensare “fuori dal coro”. Il quattro comanda gli elementi della terra.
CINQUE: è collegato alla consapevolezza dei cinque sensi così come alla protezione. Rappresenta anche il servizio agli altri. In quanto numero delle dita della mano, il cinque rappresenta il potere dell’uomo. Questo significato si riflette nella matematica a base dieci (visto come doppio 5), nelle costruzioni militari a forma di pentagono o di stella a cinque punte, nello stesso pentacolo. Il 5 comanda il sole e le stelle. È un numero dalle molte facce che collega lo stato fisico alla salute mentale, che governa l’abilità di pensare chiaramente e la capacità intellettuale. Rappresenta l’apertura a nuove idee ed esperienze, è altamente analitico e ha abilità di pensare in modo critico, ma può ponderare così eccessivamente un problema da fargli perdere significato. È anche considerato il numero della comunicazione, della ricerca della libertà di espressione e dell’avventura.
SEI: è relativo al tatto, alla bellezza e all’armonia. Il Sei possiede carisma, grazia, la possibilità di conversare con tutti, la diplomazia, la capacità di costruire relazioni in incontri a due. Tratta delle cose da cui si è attratti o da cui si trae piacere. Denota perfezionismo in quanto le operazioni 1+2+3 e 1x2x3 lo danno per risultato. Nella sua valenza positiva è associato ad una piccola somma di denaro ed è considerato il numero di madre/padre. Nella sua valenza negativa è associato alla gelosia, all’infedeltà, all’amarezza e alla vendetta. Inoltre all’interno della numerologia cristiana il 666 è il simbolo della seconda bestia.
SETTE: è considerato un numero spirituale in quanto è allusivo e contiene veli che devono essere scoperti, uno dopo l’altro, per arrivare all’illuminazione ultima. Sette è detto sacro in quanto la settimana è composta da sette giorni, in Genesi la creazione è stata eseguita in sette giorni, l’antico sistema solare consisteva di sette pianeti, il corpo umano consiste di sette plessi o Chakra e qualche versione della Cabala è composta da sette sephirot. Nella sua valenza positiva possiede le qualità della consapevolezza nel sogno, nella spiritualità e nella sfera psichica.
OTTO: è considerato un numero d’influenza karmica che richiede il pagamento di debiti contratti nelle vite precedenti o in quella attuale. Rappresenta un lavoro profondo e le lezioni imparate attraverso l’esperienza e può quindi risultare un numero difficile per le restrizioni imposte dalla sua natura. Più di ogni altro numero l’Otto rappresenta la ricerca di denaro e successo materiale, ma la sua natura implica il confrontarsi con rischi estremi e molti capovolgimenti di vita. Considerato l’importanza ai massimi livelli data la reputazione e alla posizione sociale, coloro che ricadono in modo preminente sotto l’Otto dovranno condurre una vita onesta, in quanto ogni imprudenza sarà quasi certamente resa pubblica nel modo meno lusinghiero. Sebbene l’Otto nella cultura cinese sia considerato di buon auspicio, nella numerologia cinese non gli è assegnata particolare importanza.
NOVE: era considerato numero sacro dagli antichi e di conseguenza, non venne associato a nessuna lettera dell’alfabeto caldeo. Rappresenta il cambiamento, l’invenzione e la crescita attraverso l’ispirazione. Nove è umanitario ed è ritenuto di particolare importanza dal fatto che occorrono nove mesi del calendario per la gestazione di un bambino. Nove rappresenta infine la perfezione numerica attraverso esempi come la prova del nove, dove il risultato di un’operazione aritmetica di moltiplicazione o divisione è corretto a meno di un multiplo di nove.
DIECI: è la rappresentazione di Uno in una ottava maggiore e significa la fine di un importante ciclo dal quale scaturirà un cambio di circostanze. Dieci porta con sé una grande carica di significato esoterico che è reso evidente dal fatto che una gravidanza dura 10 mesi lunari, in molte versione della cabala ci sono dieci sephirot, il sistema numerico più utilizzato è quello decimale. Le persone hanno dieci dita che usano per contare, portando ad una innata adozione del Dieci come base del sistema numerico intuitivo. Da notare che Dieci è considerato un numero moderno di complemento perché è solo negli ultimi secoli che è stato utilizzato come blocco base di sistemi numerici, valuta e misura. Quando dieci sostituì dodici come numero supremo, portò un cambio negli schemi mentali umani rendendoli più scientifici nell’approccio a questioni di natura esoterica. Il Dieci è sacro per i pitagorici, che amavano rappresentarlo tramite la tetratkys. Per i pitagorici dieci erano le entità celesti: sole, luna terra, i cinque pianeti visibili a occhio nudo: Mercurio, Venere,Marte, Giove; Saturno, il Cielo delle stelle fisse più l’antiterra: un pianeta invisibile perché in opposizione alla terra rispetto al sole. Il Dieci nei tarocchi è il numero della Magia.
UNDICI: è il numero due in un’ottava maggiore ed è considerato un numero maestro (il secondo numero maestro è il 22). Undici è considerato la via della consapevolezza spirituale e la conoscenza oltre la comprensione altrui. Porta con sé vibrazioni psichiche e ha una uguale presenza di proprietà maschili e femminili. È anche associato all’apertura mentale, intuizione, idealismo e visione. Nella sua valenza negativa (proprio dovuto al grande potere spirituale e all’acuto senso di sensibilità) è associato al tradimento di nemici segreti.
DODICI: è il numero tre in una ottava maggiore ed indica un gran livello di comprensione e di saggezza. La maggior parte della sua esperienza deriva dall’esperienza di vita, che permette ad un senso di calma di prevalere anche nelle situazioni più turbolente. Dodici era molto significativo nella vita umana antica per il fatto delle dodici tribù d’Israele, dei dodici apostoliche seguivano il Cristo, dei dodici segni zodiacali, delle dodici fatiche di Ercole, le dodici ore dell’orologio. È considerato il numero antico del completamento come segnale della fine della fanciullezza ed ingresso nella vita adulta. In più sistemi numerici e di misura antichi erano basati sul dodici, ne sono esempio la dozzina, lo scellino (12 pence), il piede (dodici pollici).
TREDICI: è il numero quattro in una ottava maggiore ed uno in più di dodici, l’antico numero della completezza. Tredici è associato il significato della fine di un ciclo, dal fatto che ci sono tredici mesi lunari in un anno e tredici sono i segni zodiacali nell’astrologia celtica e dei nativi americani. Mentre tredici predice nuovi inizi, significa anche che i vecchi sistemi devono terminare per favorire le trasformazioni richieste. Visto come 12+1 è il numero dell’iniziato, in quanto una ottava musicale cromatica è composta da 13 suoni differenti (anche se il primo e l’ultimo sono la stessa nota ma in una ottava diverse). Nella geometria sacra tredici simboleggia l’eterna distruzione e creazione della vita, nella Cabala, 13 è il numero di Bereshit che è la prima parola dell’antico testamento che vuol dire “In principio”. Tredici ha anche significato astrologico in quanto la somma dei primi tredici numeri dà come risultato 91 che è il numeri di giorni in una stagione.
I NUMERI E LE LETTERE
Esiste una scuola di pensiero che ritiene che a differenza della società nella quale viviamo normalmente, basata sulla comunicazione verbale, le mitiche civiltà come Atlantide e Lemuria siano state basate su differenti e compositi metodi di comunicazione, incluse forme d’arte capaci di veicolare un messaggio all’osservatore. La nostra era della conoscenza sulla storia scritta deriva dalle registrazioni degli eventi mediante rappresentazioni pittoriche, cioè pittogrammi, capaci di raccontare e tramandare storie elaborate da parte degli uomini preistorici. Nel tempo queste immagini sono state contratte ed abbreviate nei geroglifici, con un simbolo per ciascun vocabolo. Successivamente, in molte culture, i simboli si sono modificati fino a rappresentare un singolo suono o un concetto. L’alfabeto che utilizziamo oggi è probabilmente derivato da un antico sistema egizio, il quale derivava a sua volta da un sistema pittografico simile concettualmente a quello cinese e giapponese. Con l’evoluzione dei geroglifici in lettere rappresentanti un suono anziché di parole specifiche, le lettere hanno assunto caratteristiche la scrittura di certe parole è rimasta inalterata nonostante le lingue parlate, con la loro evoluzione e trasformazione, abbiano reso certi suoni obsoleti. Con l’evoluzione del pensiero umano e dello stile di comunicazione, che diviene sempre più verbale appare sempre più evidente che ciascun suono genera particolari armoniche (vibrazioni) di particolare significato esoterico. I numerologi ritengono che ogni lettera dell’alfabeto abbia un suo particolare carattere, che può essere meglio descritto associandola ad un valore numerico, che semplifica i calcoli. Ogni lettera contribuisce ad aggiungere un particolare aroma o colore e contribuisce maggiormente a chiarirne i significati: specialmente quando la lettera è l’iniziale di una parola o è ripetuta più volte nella parola stessa. La lettera iniziale di una parola, consonante o vocale, è quella che contribuisce maggiormente a rivelare il reale significato della parola o del nome. Esiste una corrente di pensiero che associa ad ognuna delle ventun lettere dell’alfabeto italiano la corrispondente lamina degli arcani maggiori dei tarocchi, in questo modo la A risulta legata al Bagatto, la B alla Papessa e così via, incentrando il significato delle lettere su questa corrispondenza. La carta che resta slegata a qualunque lettera è il matto il cui significato risulta piuttosto particolare e con più di un significato, risulta infatti la fine e il principio del mazzo al tempo stesso.
A: è l’equivalente numerico di 1. È fortemente collegata
alla confidenza che ci rende capaci di raggiungere gli obiettivi. Coloro che si chiamano con un nome che comincia con la lettera A, tendono ad essere vigili e audaci. Nel suo significato negativo A può essere eccessivo critico nei confronti degli sforzi altrui. Si ritiene che il suono della vocale A abbia un significato ancestrale che può essere ritrovato nel suono dello sbadiglio e richiamerebbe la calma e il buon sonno.
B:è l’equivalente numerico di 2. Rappresenta le reazioni emozionali. Coloro che si chiamano con un nome in cui iniziale è B sono persone amichevoli, compassionevoli alle quali piace l’ambiente domestico. Nel suo significato negativo B può essere auto- assorbito se non un pò avido.
C: è l’equivalente numerico di 3. Rappresenta le reazioni emozionali. Influenza particolarmente l’umore e si presta bene anche con le altre lettere. Nel suo significato negativo C può essere scrupoloso e in attendente ai bisogni altrui.
D: è l’equivalente numerico di 4. Rappresenta il bilanciamento. È molto potente ed è la lettera associata agli affari. Se è la prima consonante di un nome, la persona presenta un notevole senso e bisogno di ordine e giustizia. Nel suo significato negativo, D può essere testardo e intransigente.
E: è la seconda vocale dell’alfabeto e l’equivalente numerico di 5. Rappresenta un cuore caldo, amicizia e passione. Se è la prima vocale del nome è segno di una persona libera, amorevole e carismatica. Nel suo aspetto negativo E può essere instabile e poco affidabile. Il suono della E sarebbe legato alla vitalità e al risveglio.
F: è l’equivalente numerico di 6 e rappresenta l’amore. Caratterizza persone dal cuore caldo, passionali e con la capacità di far stare meglio gli altri. Quando è la prima consonante in un nome, essa porta le vibrazioni di una persona molto protettiva. Nel suo aspetto negativo F può portare un senso di malinconia.
G: è l’equivalente numerico di 7 e rappresenta le esperienze mistiche e religiose. Questa lettera è immaginativa, creativa e cerca per soluzioni alternative ai problemi di ogni giorno. Quando è la prima consonante in un nome, la persona tende ad essere intuitiva, colta e in qualche modo solitaria. Negativamente le G detestano ricevere consigli dagli altri, anche se migliori.
H:è l’equivalente numerico di 8 e rappresenta la creatività e la forza. Questa lettera ha un forte senso degli affari e pertanto nella maggior parte dei casi aiuta a ricavare profitti. Quando è la prima consonante di un nome, la persona tende ad avere successo negli affari. Negativamente, può essere assorta ed egoista.
I: è la terza vocale dell’alfabeto ed è l’equivalente numerico di 9. Rappresenta la giustizia, e generalmente è sensitiva, compassionevole e umana. Nel suo lato negativo, la I manca di autostima e si arrabbia facilmente. Il suono della vocale sarebbe legato alla stabilità corporea e alla buona postura. Pare che il suo suono allungato abbia impatto sul corretto allineamento della colonna vertebrale e più in generale sia legato alla buona postura.
J: è l’equivalente numerico di 1 e rappresenta le nostre aspirazioni. Questa lettera è veritiera, benevolmente e intelligente. Quando è la prima consonante in un nome, la persona possiede un’incontenibile desiderio di insistere, resistere, di non mollare mai, fino a trovare il successo o l’opportunità giusta. Negativamente, j può essere pigra e smarrita.
K: è l’equivalente numerico di 2 e rappresenta l’estremità, è a volte molto sicura di sé e autorevole , altre volte piuttosto emotiva. Quando è la prima consonante di un nome, la persona possiede un’intuitività che spesso non viene capita o compresa dagli altri, nel suo lato negativo, k può essere insoddisfatta nella vita.
L: è l’equivalente numerico di 3 e rappresenta l’azione. È caritatevole e ben regolata, ma a volte può essere piuttosto soggetta a incontri/scontri.
M: è l’equivalente numerico di 4 e rappresenta spiritualità. Questa lettera tende ad essere molto sicura di sé e aiuta nella realizzazione di un obiettivo di successo. È anche una lettera diligente che può essere piuttosto stacanovista. Nel suo lato negativo, M può essere molto frettolosa e facile nell’arrabbiarsi.
N: è l’equivalente numerico di 5 e rappresenta l’immaginazione. È l’intuitività e comunicativa, ma nel suo lato negativo è predisposta alla gelosia.
O: è la penultima vocale dell’alfabeto ed equivale al numero 6. Essa rappresenta pazienza e rende particolarmente abili nello studio. Quando è la prima lettera di un nome, la persona ha un buon senso della famiglia ed è un buon studente. Negativamente O necessita di molto allenamento per ottenere il controllo delle proprie emozioni. Il suono O può essere denominato “farmacia vocale” in quanto avrebbe poteri taumaturgici: il suono legato alle meditazioni orientali farebbe entrare in uno stato meditativo e le micro vibrazioni prodotte avrebbero potere di rilassare gli organi interni facendo trarre notevole beneficio a tutto l’organismo.
P: è l’equivalente numerico di 7 e rappresenta la forza. Porta un buon senso del comando e possiede molta conoscenza e saggezza. Quando è la prima lettera in un nome, la persona è attratta dalle materie spirituali. Negativamente, P tende a racchiudersi in sé stessa con una certa tendenza a immedesimarsi nelle preoccupazioni degli altri.
Q: è l’equivalente numerico di 8 e rappresenta l’originalità. È la lettera misteriosi che in molte cose mostra zone che altrimenti sarebbero sconosciute. Negativamente Q può essere estremamente noiosa.
R: è l’equivalente numerico di 9 e rappresenta le possibilità. È tollerante e umano ma ha la tendenza a diventare facilmente irascibile. Quando è la prima consonante in un nome, la persona agisce spesso come rappacificatore.
S: è l’equivalente numerico di 1 e rappresenta l’inizio. Ha degli attributi molto attraenti e possiede l’istinto di abbondanza e ricchezza. Negativamente, S può agire d’istinto a creare forti sconvolgimenti nelle persone.
T: è l’equivalente numerico di 2 e rappresenta la crescita. È una lettera irrequieta che cerca risposte a questioni spirituali. Quando è la prima lettera in un nome, la persona ha una spiccata forza di volontà nell’aiutare le persone e tende ad essere insofferente. Negativamente, T è troppo emozionale e viene influenzato dalle opinioni degli altri.
U: è l’ultima vocale dell’alfabeto e il suo equivalente numerico è 3. Questa lettera rappresenta l’accumulo ed è considerata la lettera molto fortunata. Quando è la prima lettera in un nome, la persona sa amare liberamente senza restrizioni. Negativamente U può essere molto egoista, avida e indecisa. Il suo suono pare sia legato all’oscurità e al superamento delle paure ancestrali e collegandosi all’ululare notturno dei lupi che crea paura per il suo suono minaccioso, ma che poi non risulta particolarmente pericoloso per l’uomo in sé. Il suono prolungato pare tenda a fluidificare il rapporto fra ES e SUPER-IO.
V:è l’equivalente numerico di 4 e rappresenta la costruzione. È la lettera, instancabile e efficiente. Nel suo lato negativo, V può essere imprevedibile.
W: è l’equivalente numerico di 5 e rappresenta l’espressione personale. Nonostante questa lettera possa essere eccessivamente incantevole, possiede anche un’aurea di mistero. Negativamente W può essere avida e tende a prendere troppi rischi.
X: è la terzultima lettera dell’alfabeto e l’equivalente numerico di 6. Erra rappresenta la sensualità. Questa lettera è sempre alla ricerca sfrenata del piacere e può facilmente cadere nella promiscuità e nell’infedeltà.
Y: è la penultima lettera dell’alfabeto e il suo equivalente numerico è il 7. Questa lettera rappresenta la libertà e non conosce freni di nessun tipo. Negativamente, Y può essere indecisa o di conseguenza può farsi scappare molte opportunità nella vita.
Z: è l’ultima lettera dell’alfabeto ed è l’equivalente numerico di 8. Rappresenta la speranza nel rappacificare le persone. Negativamente z può essere testardo o dovrebbe pensare prima di agire.
GLI ARCHETIPI NUMERICI
Caratteristiche generali.
1. IL GUERRIERO
Il numero 1, associato all’archetipo del Guerriero, è sinonimo di nuovi inizi, energia ed entusiasmo. L’individuo in cui è attivato l’archetipo , sente l’esigenza di porsi degli obiettivi, individuando le strategie più efficaci per conseguire i traguardi che si è prefisso. Emblema del maschile e dell’individualità, l’uno contraddistingue i leader e i pionieri, che accettando continue sfide danno prova di grande coraggio e determinazione.
È il numero dell’unicità e dell’indipendenza, ci dice che veniamo al mondo soli e che siamo responsabili del nostro destino. Il compito principale dell’uno è conquistare il proprio “paradiso”, che è l’unico in grado di salvare la propria anima e di orientare in positivo il proprio cammino di vita.
PAROLE CHIAVI: indipendenza, azione, leadership, obiettivi, coraggio, invezione, decisioni, strategia, nuovi inizi.
2. IL FANCIULLO
Il numero 2, associato all’archetipo del fanciullo, corrisponde alla parte istintuale della personalità. Governato dalla Luna, il 2 è dotato di grande sensibilità e necessita di sicurezza e protezione. Fortemente recettivo tende ad idealizzare un partner dotato di temperamento, sul quale riversare le attenzioni e le cure dettate dal suo innato istinto materno.
È associato a bipolarità, collaborazione, dipendenza, opposizione, estremi. Siamo esseri sociali e dobbiamo unirci con un’altra persona per creare una famiglia, che a sua volta fa parte della grande famiglia dell’umanità. Nessuno vive completamente isolato dagli altri. Perfino gli eremiti, forse erano persone solitarie, ma cercavano di non perdere mai il contatto con lo Spirito Divino. Nell’antichità si racconta che gli dèi crearono gli uomini come individui doppi che poi divisero perché temevano la loro potenza: con il sesso esprimiamo “il desiderio e la ricerca del tutto”, cerchiamo la completezza come esseri umani.
PAROLE CHIAVI: sensibilità, emozione, dualità, ascolto, cooperazione, pazienza. Dolcezza, creatività, intimità.
3. IL GIULLARE
Il numero 3, associato all’archetipo del giullare, corrisponde ad una personalità estroversa e giocosa, capace di celebrare l’esistenza e di cogliere il lato positivo delle cose. Sintesi dell’1 e del 2 (maschile e femminile) il 3 è al contempo Guerriero e poeta e nella sua visione estatica vede il mondo come un vasto scenario in cui esprimere i suoi molteplici talenti.
L’individuo deve confrontarsi con il Cosmo e con gli altri esseri umani. Deve riconoscere i legami, contribuire a crearli ed esprimere gratitudine e amore. Il 3 è sempre stato un numero mistico.
PAROLE CHIAVI: estroversione, creatività, piacere, celebrazione, umorismo, gioia, ottimismo, comunicazione, originalità, seduzione.
4. IL COSTRUTTORE
Il numero 4, associato all’archetipo del costruttore, rappresenta il mondo fisico, il corpo e le necessità materiali atte ad assicurare la sopravvivenza. Il 4 si esprime in una personalità “quadrata”, capace di lavorare sodo per garantirsi la stabilità e la sicurezza di cui tanto necessita. La sua attitudine è pratica e costruttiva, sempre orientata verso il miglioramento e la realizzazione di prodotti tangibili.
È il numero del quadrato, tutti e quattro lati uguali, solido, delimitante, obiettivo. Ricorda il blocco di pietra di un palazzo, la pietra angolare di un edificio. Esprime razionalità, proporzione, forza e responsabilità. Ma anche onestà con sé stessi e con gli altri, a cui dobbiamo considerazione e trattamento equo. Trasmette un’idea di completezza. Si dice che una persona è quadrata. La numerologia considera il costruttore stabile, come un tavolo con quattro zampe, e lo vede condannato a una vita dura in un mondo instabile e in continua evoluzione.
5. IL CERCATORE
Il 5 associato all’archetipo del cercatore, rappresenta il desiderio di esplorazione e di cambiamento, sia a livello mentale sia fisico. Ansioso di misurarsi con i suoi limiti, il 5 vuole sperimentare tutto ciò che è possibile mediante l’esperienza diretta dei sensi. In sintonia con Dioniso che rappresenta “la coscienza del corpo, il 5 vive con la sua fisicità i sentimenti e le passioni che si agitano nel suo intimo.
È il numero che ricorda la stella. La stella può diventare la nostra guida. Nell’antichità, l’esploratore impavido salpava con la sua barca dicendo: ho scelto la mia stella e sotto quella stella c’è terra. Il
numero dispari di punte di una stella tradizionale richiama i quattro punti cardinali della bussola, più quello che spinge ad andare non solo ai quattro angoli della terra, ma anche più su verso il cielo.
La stella a 5 punte al contrario è il simbolo dell’avversario. Indica la negatività. Il 5 si presenta in maniera significativa negli archetipi del cercatore, più di quanto non accada agli altri numeri. Lo stesso vale per le persone, 5 o no, che appartengono a uno dei tre segni di Fuoco.
PAROLE CHIAVE:sensualità, carisma, comunicazione, cambiamento, movimento, esperienza, curiosità.
6. L’ANGELO CUSTODE
Il numero 6, associato all’archetipo dell’angelo custode, rappresenta il genitore interiorizzato, predisposto ad aiutare gli altri a crescere e a evolversi. Motivato da solidi principi, il 6 si esprime in una personalità matura e responsabile, disponibile a portare armonia e benessere nell’ambiente in cui vive. Guidato dai valori tradizionali il 6 è il numero dell’amore, del matrimonio e della famiglia e la casa è il fulcro della sua vita.
Rimanda all’equilibrio, alla stabilità, alla completezza. Richiama la Trinità: Padre, Figlio, Madre; associato alla trinità che c’è in ognuno di noi: Spirito, Corpo, Anima.
forse i 6 hanno maggiori oneri rispetto alla maggior parte delle altre persone, ma sono anche giustificati da maggiori doti per compiere il loro dovere rispetto a quanto non accada alle altre tipologie, a parte casi eccezionali.
PAROLE CHIAVE: Amore, giustizia, bellezza, dedizione, responsabilità, relazione, casa, famiglia.
7. IL SAGGIO
Il numero 7, associato all’archetipo del saggio, contraddistingue le persone introspettive e intellettuali, che amano investigare nei misteri dell’esistenza. Sempre alla ricerca dei perché, il 7 è analitico e perfezionista ed assai esigente con sé stesso e con gli altri. Amante della pace, rifugge il tumulto della vita e necessita più di chiunque altro di tempo per riposare e riflettere in solitudine.
Secondo la tradizione i 7 divengono Dottori oppure Iniziati poiché hanno il dono della seconda vista. Può essere profeta e un guaritore.
PAROLE CHIAVE: saggezza, perfezione, magia. Spiritualità, meditazione, silenzio, analisi, pensiero, astrazione.
8. IL SOVRANO
Il numero 8,associato all’archetipo del sovrano, caratterizza un individuo lucido e realista, che con volontà e determinazione è in grado di materializzare i suoi ambiziosi progetti. Dotato di grande energia psicofisica, consegue i risultati facendo affidamento sulle proprie forze ed è naturalmente adatto a rivestire ruoli di autorità.
Motivato a raggiungere una posizione di rilievo, è attratto da tutto ciò che simboleggia il prestigio. Potere, amministrazione, ambizione, prestigio, concretezza.
È il numero del mondo materiale e del successo personale. Raddoppia la praticità del 4. È tutto ciò che si può ottenere con l’impegno e il talento, senza avere il dono della grazia e del genio. È collegato all’equilibrio. Dimezzandosi, l’8 diventa obiettivo: il dimezzamento finale porta come base l’1. Questo genere di persona è molto affidabile, ma non tollera chi non s’impegna o intralcia i progetti altrui. Gli 8 in genere sono tattici, più che strategici. È un leader carismatico e motivante. Sono individui privi di spigoli, per questo portati per i ruoli d’insegnanti, terapeuti, giudici e avvocati.
PAROLE CHIAVE: volontà, potere personale, organizzazione, affari, finanze.
9. IL LIBERATORE
Il 9 come sintesi dei numeri precedenti, rappresenta la coscienza collettiva e si identifica in una personalità altruista e compassionevole, sempre disponibile a sostenere progetti e iniziative che favoriscono il benessere collettivo. In sintonia con Orfeo che raffigura il cantore ispirato, il 9 esercita un grande fascino sul suo ambiente e grazie alla sua raffinata vena teatrale, è un naturale polo d’attrazione.
È il numero che supera il successo materiale, puntando verso un potere molto più grande. È il numero della trascendenza, è il numero della spiritualità, se non del divino. Il 9 ne ha un pizzico in sé e ama tutta l’umanità. Può aprire il cuore ai propri simili e servire i loro interessi, a volte favorendo se stesso, ma sempre cercando di fare del bene agli altri.
PREMESSA
Per molti l’idea dell’esoterismo sembra praticamente impossibile. Tutto sta nella differente specie di pensiero.
Possiamo dividere il pensiero in due diverse categorie:
Pensiero logico,
Pensiero Analogico.
La capacità di pensare in modo analogico fa una grande differenza.
Il metodo logico, per quanto utile, è limitatissimo. Per il pensare logico, l’esoterismo è impossibile perché non può essere dimostrato o formulato, mentre per il pensiero analogico vede la natura integrata delle cose.
Nell’esoterismo ci sono parecchi fatti che non possiamo “osservare”, come si fa per il metodo logico, ma soltanto “sentire” attraverso la coscienza interiore in ognuno di noi, solo attraverso l’esperienza dell’anima.
Dobbiamo comprendere la differenza tra il metodo logico e quello analogico e stabilire cosa sia ciascuno di essi.
Il metodo analogico non può essere definito; ma possiamo trovare esempi nella sua applicazione.
Per il metodo analogico e psicologico, le cose hanno un significato interiore.
La seconda cosa è che tutto è collegato, e la separazione è solo un’illusione.
Le cose dipendono una dall’altra.
Mentre il metodo logico prende ogni cosa separatamente.
Sicché il metodo psicologico studia ogni cosa prima da un punto di vista del suo significato interiore, e la seconda scopre la similarità nel dissimile.
La base di questo metodo è la principale differenza dai metodi ordinari è la percezione della relatività della mente.
La comprensione del tipo e del genere di mente usato e la percezione che in uno stato di mente, le cose possono essere comprese in una maniera o in un’altra.
Per la mente logica ogni cosa è certa e unica.
Il metodo psicologico mostra che ogni cosa, ogni conclusione, ogni deduzione è un’immagine mentale ed è meramente il risultato del funzionamento della nostra mente.
Lezione
La numerologia è un’antica scienza esoterica, di cui Pitagora, secondo la tradizione, fu uno dei più illustri ed esperti conoscitori.
Per i pitagorici i numeri sono principi cosmici divini, energie fondamentali, che sono alla base di ogni forma di esistenza. Ogni numero rappresenta un Archetipo, un modello tipico di comportamento, che recita il proprio ruolo all’interno della psiche.
La psicologia junghiana mette in relazione la numerologia con la mitologia. Ciascun numero è un Archetipo, correlato all’altro all’interno di un sistema armonico che Jung chiama inconscio collettivo. Come un orologio, i numeri scandiscono il ritmo della nostra vita e descrivono la relazione tra gli eventi e le cose. Quando la vita sembra priva di senso o monotona, o quando ci sia qualcosa di “sbagliato”, è possibile riconoscere le discrepanze tra gli archetipi presenti e i ruoli che ci siamo imposti. Gli uomini vivono tra due fuochi: il mondo interno degli archetipi e quello esterno degli stereotipi. Quando aderiamo a un ruolo che si rifà a un archetipo attivo in noi, il significato di quel ruolo genera energia.
Nelle religioni antiche politeiste esistevano gli déi, in verità i grandi iniziati ermetici (da cui Pitagora proviene) sapevano benissimo che non vi erano “molti déi” ma esisteva solo l’Uno con tante sfaccettature, ovvero gli archetipi (dal greco arche- modello). Tutti gli déi sono modelli potenziali nella vita dell’uomo, tuttavia alcuni sono attivi e potenziati, altri no. Jung ricorse all’analogia della formazione dei cristalli per spiegare la differenza tra modelli archetipici (universali) e gli archetipi che sono in noi. L’archetipo è come un modello invisibile che determina quale struttura assumerà un cristallo nel formarsi. Una volta che il cristallo si sarà formato concretamente, il modello è analogo a un archetipo attivato. Gli archetipi possono
essere paragonati anche ai semi, la cui crescita dipende dal terreno e dalle condizioni climatiche. Gli archetipi sono modelli fondamentali, alcuni dei quali per natura, sono più forti in certe persone che in altre.
Secondo la cabala, una delle più antiche forme di scienze esoteriche, “YHWH” creò l’universo con tre forme di espressione: con il numero, la lettera e il verbo. (Sefer Yatzirah)
Un certo strato per così dire superficiale dell’inconscio è senza dubbio quello personale; ovvero la punta dell’Iceberg. In verità, l’Iceberg è molto più profondo di quanto si possa immaginare. Esso non deriva da esperienze personali, ma bensì collettive, e che soprattutto è innato.
La scelta di Jung nel considerare questo inconscio collettivo, perché questo inconscio non è di natura individuale ma collettiva, e cioè, al contrario dell’inconscio personale, ha contenuti e comportamenti che si trovano dappertutto e che accomunano tutti gli individui.
L’esistenza psichica si riconosce soltanto dalla presenza di contenuti capaci di divenire coscienti; possiamo perciò parlare di un inconscio solo in quanto siamo in grado di indicarne i contenuti. I contenuti dell’inconscio personale sono principalmente i così detti complessi a tonalità affettiva che costituiscono l’intimità personale della vita psichica. I contenuti invece dell’inconscio collettivo sono i così detti archetipi.
Altra ben nota espressione degli archetipi sono il mito e la favola, ed è per questo motivo che, secoli addietro si raccontavano i racconti mitologici degli déi e le favole, che entravano facilmente nell’immaginario collettivo fino a diventare veri esempi di vita, archetipi appunto. Osserveremo più da vicino questo concetto nel viaggio dell’eroe.
Nel momento in cui si estraggono gli archetipi dai connotati anagrafici del richiedente, essi sono sottoposti a un’elaborazione cosciente e che per conseguenza rappresentano un dato psichico ancora immediato. L’archetipo rappresenta in sostanza un contenuto inconscio che si è trasformato attraverso una presa di coscienza e per il fatto di essere percepito, e ciò proprio nel senso di quella consapevolezza individuale nella quale si manifesta.
Il mito è il sogno sognato dall’umanità intera. L’inconscio non comunica con l’uomo attraverso schemi riconoscibili dalla ragione, ma solo attraverso immagini e sensazioni riconducibili agli archetipi. L’archetipo è la tendenza innata della psiche a produrre certe immagini interiori che producono a loro volta certe situazioni psicologiche tipiche, i miti sono composti da archetipi che rappresentano tipi psicologici.
Essi rappresentano modelli istintivi inscritti nel nostro inconscio già prima della nostra nascita. Come la paura, il coraggio o la gioia. L’archetipo del coraggio è ad esempio l’eroe.
L’eroe è il trasformatore delle situazioni.
L’anima umana oltre ad essere ermafrodita, contiene in sé tutto l’universo archetipico degli opposti.
L’individuo crescendo accetterà solo alcune cose che faranno parte della sua personalità (come ad esempio la forza e il coraggio per gli uomini, la sensibilità e la dolcezza per le donne) tutto ciò che non è in sintonia con la personalità che si va a sviluppare rimane “inconscia nell’individuo” che sperimenterà all’esterno con il sistema della proiezione.
Un vecchio detto di Jung recitava: il pulcino non ha imparato il modo con cui uscirà dal guscio, esso lo possiede a priori.
L’archetipo costituisce il patrimonio attraverso cui l’inconscio attinge per comunicare, e lo fa con il linguaggio dei simboli.
Sogni, fantasie, creazioni mentali, fantasticherie sono gli elementi centrali di questo linguaggio che l’inconscio usa per riportare alla coscienza le pulsioni e i desideri naturali che l’individuo reprime per adattarsi alla società. Solo imparando ad interpretare il significato profondo di questo linguaggio, l’individuo può ritrovare l’equilibrio perduto, l’unità e la completezza psichica.
Spesso nel linguaggio formale sentiamo spesso di due “tipi psicologici” :
Temperamento estroverso,
Temperamento introverso.
Ovviamente l’individuo li possiede entrambi, solo che chi possiede un temperamento estroverso investiga il “la fuori” che se non è consapevole che ciò che è fuori è dentro, tende a idealizzare positivamente o negativamente il mondo escludendosi da esso; chi è tendenzialmente introverso tende a idealizzare sé
stesso positivamente o negativamente escludendo il mondo. Entrambi saranno individui spezzati a metà e non integrati, poiché l’esterno e l’interno è tutt’uno e non è possibile dividere il proiettato dalla proiezione.
La proiezione è la tendenza a sperimentare attraverso l’esterno ciò che non possiamo ancora sperimentare all’interno. Questo spiega il perché delle tendenze psichiche.
La società invoglia e valorizza delle tendenze e a reprimere e opprimere altre. Gli opposti non potranno e non possono essere separati più di una certa misura. Tutto ciò che è negato tende a ripresentarsi come forme distorte (ombre) poiché non è possibile eliminarlo, è stato represso.
Chi guarda nello specchio dell’acqua vede per prima cosa la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l’incontro con sé stesso. Lo specchio non lusinga: mostra fedelmente quel che riflette, e cioè quel volto che non mostriamo mai al mondo, perché lo veliamo per mezzo della persona, la maschera dell’attore. Ma dietro a quella maschera c’è lo specchio che mostra il vero volto. Questa è la prima prova di coraggio da affrontare sulla via interiore, una prova che basta a far desistere, spaventata, la maggioranza degli uomini. Infatti l’incontro con sé stessi è una delle esperienze più difficili, alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo in noi, sul mondo circostante. Chi è in condizione di vedere la propria ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito: ha perlomeno fatto affiorare “l’inconscio personale”
Disegno dimostrativo della tavola pitagorica.
Esplicare i numeri in base alla tavola:
1. Pensiero collegato alla terra, si interessa di materie umanistiche e realtà umane. È il numero dell’invenzione e della letteratura.
2. Pensiero, cuore fecondo attaccato alla terra. Se mancano i piedi per terra, vola come un aquilone. È il numero dell’emozione, del desiderio e immaginazione.
3. Pensiero collegato al sole e al cielo. Creatività, sintesi espressiva libera.
4. Collegato alle attività terrene, organizzatore, attività creativa pratica.
5. Cuore fecondo associato all’industriosità, comunicazione, organizzazione. Legato alla politica, associazioni militari e civili.
6. Testa soleggiata collegata alle attività organizzatrici umane come la legge, il commercio e le iniziative.
7. Ventre collegato all’acqua e al potere. Associato a situazioni come l’agricoltura. Situazione che possono trasformarsi in fango (terra e acqua). Il potere umano applicato alle cose terrene.
8. Il potere del cuore associato all’acqua, il che ha un potere rinforzante e calmante. Associato alle solide imprese commerciali, alla responsabilità e gestione del denaro. Banchieri, trasporti marittimi.
9. Il potere della testa associato all’acqua. È il sole che riscalda le messi che da solo non serve a granché, associato a qualcosa aumenta il suo valore e il su potere.
E’ il numero del denaro e del successo.
IL SIGNIFICATO ESOTERICO DEI NUMERI
UNO: è il primo numero usato per contare e quindi gli è riconosciuto un grande potere, senza di esso non ci sarebbe sistema numerico così come lo conosciamo. Ogni sistema numerico che possiamo immaginare ha il suo punto d’inizio. Spesso è visto come l’origine di tutte le cose e rappresenta la perfezione, l’assoluto e la divinità nelle religioni monoteiste. L’Uno è la sorgente di ciò che esiste, di ciò che è altro dall’Uno: da esso emanano le forme, le dimensioni, i colori, le direzioni, lo spazio, quindi il tempo, dunque la diversità. L’Uno è il punto, la retta, la sfera. Nell’Uno coesiste il Tutto inespresso e indifferenziato dal quale rimarrà necessariamente distinto; in tal senso è pienezza, Completezza, cioè perfezione. In ambito mistico presso molte culture è concepito come punto di attracco per lo spirito dell’uomo Degno, Illuminato, Consapevole che vi si abbandona in un anelito di perfezione nel tentativo di ritornare all’Origine. È un numero maschile, il principio attivo e materiale della creazione. Anche detto motore primo.
DUE: può avere molti significati, rappresentarli, da un lato, associazioni e interazioni con gli altri e , dall’altro polarità differenti e contrapposizione. Nel simboleggiare associazione, il Due implica che i risultati individuali non sono realistici, in quanto solo attraverso la cooperazione e il lavoro di squadra tali risultati
sono perseguiti in modo migliore. Mentre la dualità è richiesta per la formazione della vita della specie viventi che si riproducono in modo sessuato, è anche vista nella sua accezione negativa come contrasto al perfetto e unificante numero Uno. Due rappresenta le polarità distinte quali bene e male, bianco e nero, maschio e femmina, destra e sinistra. Un polo non può esistere senza l’altro; questa idea di complementarietà è meglio rappresentata dal Tao (Yin-Yang). Le polarità possono anche creare conflitto e discordia. Nella valenza positiva, Due può essere considerato femminile, intuitivo e corrisponde all’istinto di protezione. Nella valenza negativa, Due può essere avido, soffocante e frustrante. L’aspetto frustrante è derivato dalla delusione e dall’insoddisfazione dello spirito umano a cui venga sempre negata la prima posizione.
TRE: risolve i contrasti creati dalla polarità del Due, fornendo un risultato di una nuova integrazione e senso di interezza. Il mondo visibile è a tre dimensioni e mente, corpo e spirito insieme formano un essere umano, nella valenza positiva Tre indica sviluppo e apprendimento tramite le esperienze della vita, spesso associato alla buona fortuna e al denaro: può simboleggiare un gruppo di persone che si uniscono per raggiungere uno scopo comune attraverso associazioni sociali o professionali; rappresenta la comunicazione di tutti i tipi, è associato alla fede e alla conoscenza, oltre ad essere il numero degli angeli e di Dio. Il tre comanda l’universo ed è il numero più magico e potente.
QUATTRO: deriva il suo significato da molte fonti. È il primo numero pari non primo, e il tetraedro, la più semplice figura solida, ha quattro facce. Da quest’ultima interpretazione viene quindi associato alla materia e alla terra in particolare, così come la terra è legata ai quattro punti cardinali (Nord, Sud, Ovest, Est). Un altro concetto legato a questo numero riguarda il tempo in quanto l’anno è suddiviso in quattro stagioni, i mesi hanno un periodo di quattro settimane all’incirca e, secondo un punto di vista Cristiano, la vita del Cristo è raccontata da quattro vangeli, ognuno dei quali è, a sua volta legata ai quattro classici elementi alchemici di fuoco, terra, acqua e aria. Più in specifico il Vangelo di Matteo è associato alla terra (in quanto insiste sull’incarnazione del Cristo nella sua forma terrena), il Vangelo di Marco è associato all’acqua (poiché enfatizza l’importanza del battesimo), il Vangelo di Giovanni è associato al fuoco (in quanto è quello più spirituale), mentre il Vangelo di Luca è associato all’aria (in quanto il più lungo). Nella religione ebraica il Quattro simboleggia il tetragramma biblico, cioè le quattro lettere che compongono il nome di Dio e che sono tanto sacre da non poter essere pronunciate da nessuno. Nella numerologia cinese (così come nelle lingue orientali) la parola quattro è un omonima alla parola Morte e quindi viene considerato un numero “sfortunato”. Nella sua valenza positiva il Quattro rappresenta l’essere pratico, mentre il fatto che sia il primo numero pari non primo lo lega a una personalità composita che trae idee da fonti diverse e spesso in conflitto per elaborare un fiero modo di pensare “fuori dal coro”. Il quattro comanda gli elementi della terra.
CINQUE: è collegato alla consapevolezza dei cinque sensi così come alla protezione. Rappresenta anche il servizio agli altri. In quanto numero delle dita della mano, il cinque rappresenta il potere dell’uomo. Questo significato si riflette nella matematica a base dieci (visto come doppio 5), nelle costruzioni militari a forma di pentagono o di stella a cinque punte, nello stesso pentacolo. Il 5 comanda il sole e le stelle. È un numero dalle molte facce che collega lo stato fisico alla salute mentale, che governa l’abilità di pensare chiaramente e la capacità intellettuale. Rappresenta l’apertura a nuove idee ed esperienze, è altamente analitico e ha abilità di pensare in modo critico, ma può ponderare così eccessivamente un problema da fargli perdere significato. È anche considerato il numero della comunicazione, della ricerca della libertà di espressione e dell’avventura.
SEI: è relativo al tatto, alla bellezza e all’armonia. Il Sei possiede carisma, grazia, la possibilità di conversare con tutti, la diplomazia, la capacità di costruire relazioni in incontri a due. Tratta delle cose da cui si è attratti o da cui si trae piacere. Denota perfezionismo in quanto le operazioni 1+2+3 e 1x2x3 lo danno per risultato. Nella sua valenza positiva è associato ad una piccola somma di denaro ed è considerato il numero di madre/padre. Nella sua valenza negativa è associato alla gelosia, all’infedeltà, all’amarezza e alla vendetta. Inoltre all’interno della numerologia cristiana il 666 è il simbolo della seconda bestia.
SETTE: è considerato un numero spirituale in quanto è allusivo e contiene veli che devono essere scoperti, uno dopo l’altro, per arrivare all’illuminazione ultima. Sette è detto sacro in quanto la settimana è composta da sette giorni, in Genesi la creazione è stata eseguita in sette giorni, l’antico sistema solare consisteva di sette pianeti, il corpo umano consiste di sette plessi o Chakra e qualche versione della Cabala è composta da sette sephirot. Nella sua valenza positiva possiede le qualità della consapevolezza nel sogno, nella spiritualità e nella sfera psichica.
OTTO: è considerato un numero d’influenza karmica che richiede il pagamento di debiti contratti nelle vite precedenti o in quella attuale. Rappresenta un lavoro profondo e le lezioni imparate attraverso l’esperienza e può quindi risultare un numero difficile per le restrizioni imposte dalla sua natura. Più di ogni altro numero l’Otto rappresenta la ricerca di denaro e successo materiale, ma la sua natura implica il confrontarsi con rischi estremi e molti capovolgimenti di vita. Considerato l’importanza ai massimi livelli data la reputazione e alla posizione sociale, coloro che ricadono in modo preminente sotto l’Otto dovranno condurre una vita onesta, in quanto ogni imprudenza sarà quasi certamente resa pubblica nel modo meno lusinghiero. Sebbene l’Otto nella cultura cinese sia considerato di buon auspicio, nella numerologia cinese non gli è assegnata particolare importanza.
NOVE: era considerato numero sacro dagli antichi e di conseguenza, non venne associato a nessuna lettera dell’alfabeto caldeo. Rappresenta il cambiamento, l’invenzione e la crescita attraverso l’ispirazione. Nove è umanitario ed è ritenuto di particolare importanza dal fatto che occorrono nove mesi del calendario per la gestazione di un bambino. Nove rappresenta infine la perfezione numerica attraverso esempi come la prova del nove, dove il risultato di un’operazione aritmetica di moltiplicazione o divisione è corretto a meno di un multiplo di nove.
DIECI: è la rappresentazione di Uno in una ottava maggiore e significa la fine di un importante ciclo dal quale scaturirà un cambio di circostanze. Dieci porta con sé una grande carica di significato esoterico che è reso evidente dal fatto che una gravidanza dura 10 mesi lunari, in molte versione della cabala ci sono dieci sephirot, il sistema numerico più utilizzato è quello decimale. Le persone hanno dieci dita che usano per contare, portando ad una innata adozione del Dieci come base del sistema numerico intuitivo. Da notare che Dieci è considerato un numero moderno di complemento perché è solo negli ultimi secoli che è stato utilizzato come blocco base di sistemi numerici, valuta e misura. Quando dieci sostituì dodici come numero supremo, portò un cambio negli schemi mentali umani rendendoli più scientifici nell’approccio a questioni di natura esoterica. Il Dieci è sacro per i pitagorici, che amavano rappresentarlo tramite la tetratkys. Per i pitagorici dieci erano le entità celesti: sole, luna terra, i cinque pianeti visibili a occhio nudo: Mercurio, Venere,Marte, Giove; Saturno, il Cielo delle stelle fisse più l’antiterra: un pianeta invisibile perché in opposizione alla terra rispetto al sole. Il Dieci nei tarocchi è il numero della Magia.
UNDICI: è il numero due in un’ottava maggiore ed è considerato un numero maestro (il secondo numero maestro è il 22). Undici è considerato la via della consapevolezza spirituale e la conoscenza oltre la comprensione altrui. Porta con sé vibrazioni psichiche e ha una uguale presenza di proprietà maschili e femminili. È anche associato all’apertura mentale, intuizione, idealismo e visione. Nella sua valenza negativa (proprio dovuto al grande potere spirituale e all’acuto senso di sensibilità) è associato al tradimento di nemici segreti.
DODICI: è il numero tre in una ottava maggiore ed indica un gran livello di comprensione e di saggezza. La maggior parte della sua esperienza deriva dall’esperienza di vita, che permette ad un senso di calma di prevalere anche nelle situazioni più turbolente. Dodici era molto significativo nella vita umana antica per il fatto delle dodici tribù d’Israele, dei dodici apostoliche seguivano il Cristo, dei dodici segni zodiacali, delle dodici fatiche di Ercole, le dodici ore dell’orologio. È considerato il numero antico del completamento come segnale della fine della fanciullezza ed ingresso nella vita adulta. In più sistemi numerici e di misura antichi erano basati sul dodici, ne sono esempio la dozzina, lo scellino (12 pence), il piede (dodici pollici).
TREDICI: è il numero quattro in una ottava maggiore ed uno in più di dodici, l’antico numero della completezza. Tredici è associato il significato della fine di un ciclo, dal fatto che ci sono tredici mesi lunari in un anno e tredici sono i segni zodiacali nell’astrologia celtica e dei nativi americani. Mentre tredici predice nuovi inizi, significa anche che i vecchi sistemi devono terminare per favorire le trasformazioni richieste. Visto come 12+1 è il numero dell’iniziato, in quanto una ottava musicale cromatica è composta da 13 suoni differenti (anche se il primo e l’ultimo sono la stessa nota ma in una ottava diverse). Nella geometria sacra tredici simboleggia l’eterna distruzione e creazione della vita, nella Cabala, 13 è il numero di Bereshit che è la prima parola dell’antico testamento che vuol dire “In principio”. Tredici ha anche significato astrologico in quanto la somma dei primi tredici numeri dà come risultato 91 che è il numeri di giorni in una stagione.
I NUMERI E LE LETTERE
Esiste una scuola di pensiero che ritiene che a differenza della società nella quale viviamo normalmente, basata sulla comunicazione verbale, le mitiche civiltà come Atlantide e Lemuria siano state basate su differenti e compositi metodi di comunicazione, incluse forme d’arte capaci di veicolare un messaggio all’osservatore. La nostra era della conoscenza sulla storia scritta deriva dalle registrazioni degli eventi mediante rappresentazioni pittoriche, cioè pittogrammi, capaci di raccontare e tramandare storie elaborate da parte degli uomini preistorici. Nel tempo queste immagini sono state contratte ed abbreviate nei geroglifici, con un simbolo per ciascun vocabolo. Successivamente, in molte culture, i simboli si sono modificati fino a rappresentare un singolo suono o un concetto. L’alfabeto che utilizziamo oggi è probabilmente derivato da un antico sistema egizio, il quale derivava a sua volta da un sistema pittografico simile concettualmente a quello cinese e giapponese. Con l’evoluzione dei geroglifici in lettere rappresentanti un suono anziché di parole specifiche, le lettere hanno assunto caratteristiche la scrittura di certe parole è rimasta inalterata nonostante le lingue parlate, con la loro evoluzione e trasformazione, abbiano reso certi suoni obsoleti. Con l’evoluzione del pensiero umano e dello stile di comunicazione, che diviene sempre più verbale appare sempre più evidente che ciascun suono genera particolari armoniche (vibrazioni) di particolare significato esoterico. I numerologi ritengono che ogni lettera dell’alfabeto abbia un suo particolare carattere, che può essere meglio descritto associandola ad un valore numerico, che semplifica i calcoli. Ogni lettera contribuisce ad aggiungere un particolare aroma o colore e contribuisce maggiormente a chiarirne i significati: specialmente quando la lettera è l’iniziale di una parola o è ripetuta più volte nella parola stessa. La lettera iniziale di una parola, consonante o vocale, è quella che contribuisce maggiormente a rivelare il reale significato della parola o del nome. Esiste una corrente di pensiero che associa ad ognuna delle ventun lettere dell’alfabeto italiano la corrispondente lamina degli arcani maggiori dei tarocchi, in questo modo la A risulta legata al Bagatto, la B alla Papessa e così via, incentrando il significato delle lettere su questa corrispondenza. La carta che resta slegata a qualunque lettera è il matto il cui significato risulta piuttosto particolare e con più di un significato, risulta infatti la fine e il principio del mazzo al tempo stesso.
A: è l’equivalente numerico di 1. È fortemente collegata
alla confidenza che ci rende capaci di raggiungere gli obiettivi. Coloro che si chiamano con un nome che comincia con la lettera A, tendono ad essere vigili e audaci. Nel suo significato negativo A può essere eccessivo critico nei confronti degli sforzi altrui. Si ritiene che il suono della vocale A abbia un significato ancestrale che può essere ritrovato nel suono dello sbadiglio e richiamerebbe la calma e il buon sonno.
B:è l’equivalente numerico di 2. Rappresenta le reazioni emozionali. Coloro che si chiamano con un nome in cui iniziale è B sono persone amichevoli, compassionevoli alle quali piace l’ambiente domestico. Nel suo significato negativo B può essere auto- assorbito se non un pò avido.
C: è l’equivalente numerico di 3. Rappresenta le reazioni emozionali. Influenza particolarmente l’umore e si presta bene anche con le altre lettere. Nel suo significato negativo C può essere scrupoloso e in attendente ai bisogni altrui.
D: è l’equivalente numerico di 4. Rappresenta il bilanciamento. È molto potente ed è la lettera associata agli affari. Se è la prima consonante di un nome, la persona presenta un notevole senso e bisogno di ordine e giustizia. Nel suo significato negativo, D può essere testardo e intransigente.
E: è la seconda vocale dell’alfabeto e l’equivalente numerico di 5. Rappresenta un cuore caldo, amicizia e passione. Se è la prima vocale del nome è segno di una persona libera, amorevole e carismatica. Nel suo aspetto negativo E può essere instabile e poco affidabile. Il suono della E sarebbe legato alla vitalità e al risveglio.
F: è l’equivalente numerico di 6 e rappresenta l’amore. Caratterizza persone dal cuore caldo, passionali e con la capacità di far stare meglio gli altri. Quando è la prima consonante in un nome, essa porta le vibrazioni di una persona molto protettiva. Nel suo aspetto negativo F può portare un senso di malinconia.
G: è l’equivalente numerico di 7 e rappresenta le esperienze mistiche e religiose. Questa lettera è immaginativa, creativa e cerca per soluzioni alternative ai problemi di ogni giorno. Quando è la prima consonante in un nome, la persona tende ad essere intuitiva, colta e in qualche modo solitaria. Negativamente le G detestano ricevere consigli dagli altri, anche se migliori.
H:è l’equivalente numerico di 8 e rappresenta la creatività e la forza. Questa lettera ha un forte senso degli affari e pertanto nella maggior parte dei casi aiuta a ricavare profitti. Quando è la prima consonante di un nome, la persona tende ad avere successo negli affari. Negativamente, può essere assorta ed egoista.
I: è la terza vocale dell’alfabeto ed è l’equivalente numerico di 9. Rappresenta la giustizia, e generalmente è sensitiva, compassionevole e umana. Nel suo lato negativo, la I manca di autostima e si arrabbia facilmente. Il suono della vocale sarebbe legato alla stabilità corporea e alla buona postura. Pare che il suo suono allungato abbia impatto sul corretto allineamento della colonna vertebrale e più in generale sia legato alla buona postura.
J: è l’equivalente numerico di 1 e rappresenta le nostre aspirazioni. Questa lettera è veritiera, benevolmente e intelligente. Quando è la prima consonante in un nome, la persona possiede un’incontenibile desiderio di insistere, resistere, di non mollare mai, fino a trovare il successo o l’opportunità giusta. Negativamente, j può essere pigra e smarrita.
K: è l’equivalente numerico di 2 e rappresenta l’estremità, è a volte molto sicura di sé e autorevole , altre volte piuttosto emotiva. Quando è la prima consonante di un nome, la persona possiede un’intuitività che spesso non viene capita o compresa dagli altri, nel suo lato negativo, k può essere insoddisfatta nella vita.
L: è l’equivalente numerico di 3 e rappresenta l’azione. È caritatevole e ben regolata, ma a volte può essere piuttosto soggetta a incontri/scontri.
M: è l’equivalente numerico di 4 e rappresenta spiritualità. Questa lettera tende ad essere molto sicura di sé e aiuta nella realizzazione di un obiettivo di successo. È anche una lettera diligente che può essere piuttosto stacanovista. Nel suo lato negativo, M può essere molto frettolosa e facile nell’arrabbiarsi.
N: è l’equivalente numerico di 5 e rappresenta l’immaginazione. È l’intuitività e comunicativa, ma nel suo lato negativo è predisposta alla gelosia.
O: è la penultima vocale dell’alfabeto ed equivale al numero 6. Essa rappresenta pazienza e rende particolarmente abili nello studio. Quando è la prima lettera di un nome, la persona ha un buon senso della famiglia ed è un buon studente. Negativamente O necessita di molto allenamento per ottenere il controllo delle proprie emozioni. Il suono O può essere denominato “farmacia vocale” in quanto avrebbe poteri taumaturgici: il suono legato alle meditazioni orientali farebbe entrare in uno stato meditativo e le micro vibrazioni prodotte avrebbero potere di rilassare gli organi interni facendo trarre notevole beneficio a tutto l’organismo.
P: è l’equivalente numerico di 7 e rappresenta la forza. Porta un buon senso del comando e possiede molta conoscenza e saggezza. Quando è la prima lettera in un nome, la persona è attratta dalle materie spirituali. Negativamente, P tende a racchiudersi in sé stessa con una certa tendenza a immedesimarsi nelle preoccupazioni degli altri.
Q: è l’equivalente numerico di 8 e rappresenta l’originalità. È la lettera misteriosi che in molte cose mostra zone che altrimenti sarebbero sconosciute. Negativamente Q può essere estremamente noiosa.
R: è l’equivalente numerico di 9 e rappresenta le possibilità. È tollerante e umano ma ha la tendenza a diventare facilmente irascibile. Quando è la prima consonante in un nome, la persona agisce spesso come rappacificatore.
S: è l’equivalente numerico di 1 e rappresenta l’inizio. Ha degli attributi molto attraenti e possiede l’istinto di abbondanza e ricchezza. Negativamente, S può agire d’istinto a creare forti sconvolgimenti nelle persone.
T: è l’equivalente numerico di 2 e rappresenta la crescita. È una lettera irrequieta che cerca risposte a questioni spirituali. Quando è la prima lettera in un nome, la persona ha una spiccata forza di volontà nell’aiutare le persone e tende ad essere insofferente. Negativamente, T è troppo emozionale e viene influenzato dalle opinioni degli altri.
U: è l’ultima vocale dell’alfabeto e il suo equivalente numerico è 3. Questa lettera rappresenta l’accumulo ed è considerata la lettera molto fortunata. Quando è la prima lettera in un nome, la persona sa amare liberamente senza restrizioni. Negativamente U può essere molto egoista, avida e indecisa. Il suo suono pare sia legato all’oscurità e al superamento delle paure ancestrali e collegandosi all’ululare notturno dei lupi che crea paura per il suo suono minaccioso, ma che poi non risulta particolarmente pericoloso per l’uomo in sé. Il suono prolungato pare tenda a fluidificare il rapporto fra ES e SUPER-IO.
V:è l’equivalente numerico di 4 e rappresenta la costruzione. È la lettera, instancabile e efficiente. Nel suo lato negativo, V può essere imprevedibile.
W: è l’equivalente numerico di 5 e rappresenta l’espressione personale. Nonostante questa lettera possa essere eccessivamente incantevole, possiede anche un’aurea di mistero. Negativamente W può essere avida e tende a prendere troppi rischi.
X: è la terzultima lettera dell’alfabeto e l’equivalente numerico di 6. Erra rappresenta la sensualità. Questa lettera è sempre alla ricerca sfrenata del piacere e può facilmente cadere nella promiscuità e nell’infedeltà.
Y: è la penultima lettera dell’alfabeto e il suo equivalente numerico è il 7. Questa lettera rappresenta la libertà e non conosce freni di nessun tipo. Negativamente, Y può essere indecisa o di conseguenza può farsi scappare molte opportunità nella vita.
Z: è l’ultima lettera dell’alfabeto ed è l’equivalente numerico di 8. Rappresenta la speranza nel rappacificare le persone. Negativamente z può essere testardo o dovrebbe pensare prima di agire.
GLI ARCHETIPI NUMERICI
Caratteristiche generali.
1. IL GUERRIERO
Il numero 1, associato all’archetipo del Guerriero, è sinonimo di nuovi inizi, energia ed entusiasmo. L’individuo in cui è attivato l’archetipo , sente l’esigenza di porsi degli obiettivi, individuando le strategie più efficaci per conseguire i traguardi che si è prefisso. Emblema del maschile e dell’individualità, l’uno contraddistingue i leader e i pionieri, che accettando continue sfide danno prova di grande coraggio e determinazione.
È il numero dell’unicità e dell’indipendenza, ci dice che veniamo al mondo soli e che siamo responsabili del nostro destino. Il compito principale dell’uno è conquistare il proprio “paradiso”, che è l’unico in grado di salvare la propria anima e di orientare in positivo il proprio cammino di vita.
PAROLE CHIAVI: indipendenza, azione, leadership, obiettivi, coraggio, invezione, decisioni, strategia, nuovi inizi.
2. IL FANCIULLO
Il numero 2, associato all’archetipo del fanciullo, corrisponde alla parte istintuale della personalità. Governato dalla Luna, il 2 è dotato di grande sensibilità e necessita di sicurezza e protezione. Fortemente recettivo tende ad idealizzare un partner dotato di temperamento, sul quale riversare le attenzioni e le cure dettate dal suo innato istinto materno.
È associato a bipolarità, collaborazione, dipendenza, opposizione, estremi. Siamo esseri sociali e dobbiamo unirci con un’altra persona per creare una famiglia, che a sua volta fa parte della grande famiglia dell’umanità. Nessuno vive completamente isolato dagli altri. Perfino gli eremiti, forse erano persone solitarie, ma cercavano di non perdere mai il contatto con lo Spirito Divino. Nell’antichità si racconta che gli dèi crearono gli uomini come individui doppi che poi divisero perché temevano la loro potenza: con il sesso esprimiamo “il desiderio e la ricerca del tutto”, cerchiamo la completezza come esseri umani.
PAROLE CHIAVI: sensibilità, emozione, dualità, ascolto, cooperazione, pazienza. Dolcezza, creatività, intimità.
3. IL GIULLARE
Il numero 3, associato all’archetipo del giullare, corrisponde ad una personalità estroversa e giocosa, capace di celebrare l’esistenza e di cogliere il lato positivo delle cose. Sintesi dell’1 e del 2 (maschile e femminile) il 3 è al contempo Guerriero e poeta e nella sua visione estatica vede il mondo come un vasto scenario in cui esprimere i suoi molteplici talenti.
L’individuo deve confrontarsi con il Cosmo e con gli altri esseri umani. Deve riconoscere i legami, contribuire a crearli ed esprimere gratitudine e amore. Il 3 è sempre stato un numero mistico.
PAROLE CHIAVI: estroversione, creatività, piacere, celebrazione, umorismo, gioia, ottimismo, comunicazione, originalità, seduzione.
4. IL COSTRUTTORE
Il numero 4, associato all’archetipo del costruttore, rappresenta il mondo fisico, il corpo e le necessità materiali atte ad assicurare la sopravvivenza. Il 4 si esprime in una personalità “quadrata”, capace di lavorare sodo per garantirsi la stabilità e la sicurezza di cui tanto necessita. La sua attitudine è pratica e costruttiva, sempre orientata verso il miglioramento e la realizzazione di prodotti tangibili.
È il numero del quadrato, tutti e quattro lati uguali, solido, delimitante, obiettivo. Ricorda il blocco di pietra di un palazzo, la pietra angolare di un edificio. Esprime razionalità, proporzione, forza e responsabilità. Ma anche onestà con sé stessi e con gli altri, a cui dobbiamo considerazione e trattamento equo. Trasmette un’idea di completezza. Si dice che una persona è quadrata. La numerologia considera il costruttore stabile, come un tavolo con quattro zampe, e lo vede condannato a una vita dura in un mondo instabile e in continua evoluzione.
5. IL CERCATORE
Il 5 associato all’archetipo del cercatore, rappresenta il desiderio di esplorazione e di cambiamento, sia a livello mentale sia fisico. Ansioso di misurarsi con i suoi limiti, il 5 vuole sperimentare tutto ciò che è possibile mediante l’esperienza diretta dei sensi. In sintonia con Dioniso che rappresenta “la coscienza del corpo, il 5 vive con la sua fisicità i sentimenti e le passioni che si agitano nel suo intimo.
È il numero che ricorda la stella. La stella può diventare la nostra guida. Nell’antichità, l’esploratore impavido salpava con la sua barca dicendo: ho scelto la mia stella e sotto quella stella c’è terra. Il
numero dispari di punte di una stella tradizionale richiama i quattro punti cardinali della bussola, più quello che spinge ad andare non solo ai quattro angoli della terra, ma anche più su verso il cielo.
La stella a 5 punte al contrario è il simbolo dell’avversario. Indica la negatività. Il 5 si presenta in maniera significativa negli archetipi del cercatore, più di quanto non accada agli altri numeri. Lo stesso vale per le persone, 5 o no, che appartengono a uno dei tre segni di Fuoco.
PAROLE CHIAVE:sensualità, carisma, comunicazione, cambiamento, movimento, esperienza, curiosità.
6. L’ANGELO CUSTODE
Il numero 6, associato all’archetipo dell’angelo custode, rappresenta il genitore interiorizzato, predisposto ad aiutare gli altri a crescere e a evolversi. Motivato da solidi principi, il 6 si esprime in una personalità matura e responsabile, disponibile a portare armonia e benessere nell’ambiente in cui vive. Guidato dai valori tradizionali il 6 è il numero dell’amore, del matrimonio e della famiglia e la casa è il fulcro della sua vita.
Rimanda all’equilibrio, alla stabilità, alla completezza. Richiama la Trinità: Padre, Figlio, Madre; associato alla trinità che c’è in ognuno di noi: Spirito, Corpo, Anima.
forse i 6 hanno maggiori oneri rispetto alla maggior parte delle altre persone, ma sono anche giustificati da maggiori doti per compiere il loro dovere rispetto a quanto non accada alle altre tipologie, a parte casi eccezionali.
PAROLE CHIAVE: Amore, giustizia, bellezza, dedizione, responsabilità, relazione, casa, famiglia.
7. IL SAGGIO
Il numero 7, associato all’archetipo del saggio, contraddistingue le persone introspettive e intellettuali, che amano investigare nei misteri dell’esistenza. Sempre alla ricerca dei perché, il 7 è analitico e perfezionista ed assai esigente con sé stesso e con gli altri. Amante della pace, rifugge il tumulto della vita e necessita più di chiunque altro di tempo per riposare e riflettere in solitudine.
Secondo la tradizione i 7 divengono Dottori oppure Iniziati poiché hanno il dono della seconda vista. Può essere profeta e un guaritore.
PAROLE CHIAVE: saggezza, perfezione, magia. Spiritualità, meditazione, silenzio, analisi, pensiero, astrazione.
8. IL SOVRANO
Il numero 8,associato all’archetipo del sovrano, caratterizza un individuo lucido e realista, che con volontà e determinazione è in grado di materializzare i suoi ambiziosi progetti. Dotato di grande energia psicofisica, consegue i risultati facendo affidamento sulle proprie forze ed è naturalmente adatto a rivestire ruoli di autorità.
Motivato a raggiungere una posizione di rilievo, è attratto da tutto ciò che simboleggia il prestigio. Potere, amministrazione, ambizione, prestigio, concretezza.
È il numero del mondo materiale e del successo personale. Raddoppia la praticità del 4. È tutto ciò che si può ottenere con l’impegno e il talento, senza avere il dono della grazia e del genio. È collegato all’equilibrio. Dimezzandosi, l’8 diventa obiettivo: il dimezzamento finale porta come base l’1. Questo genere di persona è molto affidabile, ma non tollera chi non s’impegna o intralcia i progetti altrui. Gli 8 in genere sono tattici, più che strategici. È un leader carismatico e motivante. Sono individui privi di spigoli, per questo portati per i ruoli d’insegnanti, terapeuti, giudici e avvocati.
PAROLE CHIAVE: volontà, potere personale, organizzazione, affari, finanze.
9. IL LIBERATORE
Il 9 come sintesi dei numeri precedenti, rappresenta la coscienza collettiva e si identifica in una personalità altruista e compassionevole, sempre disponibile a sostenere progetti e iniziative che favoriscono il benessere collettivo. In sintonia con Orfeo che raffigura il cantore ispirato, il 9 esercita un grande fascino sul suo ambiente e grazie alla sua raffinata vena teatrale, è un naturale polo d’attrazione.
È il numero che supera il successo materiale, puntando verso un potere molto più grande. È il numero della trascendenza, è il numero della spiritualità, se non del divino. Il 9 ne ha un pizzico in sé e ama tutta l’umanità. Può aprire il cuore ai propri simili e servire i loro interessi, a volte favorendo se stesso, ma sempre cercando di fare del bene agli altri.
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